Le isole Figi (figiano: Viti; indostano: फ़िजी فِجی) sono un arcipelago dell'Oceania che formano l'omonimo stato. Ufficialmente denominata Repubblica delle Isole Fiji, è una nazione insulare nel sud dell'Oceano Pacifico ad est di Vanuatu, ad ovest di Tonga e a sud di Tuvalu. Il paese occupa un arcipelago di circa 322 isole, di cui 106 sono abitate permanentemente, oltre a 522 isolotti. Le due isole maggiori, VitiStoria
Levu e Vanua Levu contano circa l’87% della popolazione.
In tempi antichi le Figi (o Fiji) furono popolate da popoli melanesiani. I primi abitanti delle Fiji arrivarono molto prima dei contatti con gli esploratori Europei nel XVII secolo. Vasellame scavato da città Figiane mostra che le Fiji sono state abitate stabilmente prima o intorno il 1000 a.C., sebbene la questione delle migrazioni nel Pacifico ancora non sia chiarita. L’esploratore Olandese Abel Tasman visitò le Fiji nel 1643 mentre stava cercando il Grande Continente a Sud, vi sostò poi il navigatore inglese James Cook nel 1774; la vera e propria esplorazione dell'arcipelago fu tuttavia compiuta dal capitano William Bligh nel 1789.
Nel secolo successivo le isole furono raggiunte da coloni europei, soprattutto britannici, attratti dalla possibilità di commerciare il legno di sandalo. La difficile convivenza tra i nuovi venuti e le popolazioni autoctone indusse i coloni e i capi tribali a chiedere aiuto alla Gran Bretagna. Nel 1874, sotto il regno del ratu Seru Epenisa Cakobau, le isole divennero colonia britannica e rimasero tali fino alla proclamazione dell'indipendenza, che fu concessa solo nel 1970. L'introduzione della monocultura della canna da zucchero e il conseguente afflusso di lavoratori indiani modificarono in breve tempo l'assetto complessivo delle isole principali. L'accrescere della popolazione indiana indusse gli indigeni, timorosi di perdere la loro supremazia, a stringere legami sempre più stretti con il paese colonizzatore.
Il 10 ottobre del 1970 il paese proclamò l'indipendenza, accettata dalla popolazione indigena in cambio di una serie di garanzie costituzionali. Dopo alcuni mesi lo stato divenne membro delle Nazioni Unite. Il primo ministro delle isole indipendenti fu Ratu Kamisese Mara, portavoce dell'etnia figiana e dell'aristocrazia indigena rappresentata dal Grande consiglio dei capi.
Mara rimase in carica fino al 1987 e nel maggio del medesimo anno una rivolta dei militari a sostegno dei figiani portò all'acuirsi dei conflitti tra la comunità autoctona e quella indiana, all'esautoramento del nuovo governo e a una grave crisi costituzionale del paese. Un secondo colpo di stato, guidato dal colonnello Sitiveni Rabuka, fu causa dell'espulsione delle isole dal Commonwealth. Nel dicembre del 1987 Ratu Ganilau fu nominato presidente della Repubblica e Ratu Mara primo ministro. Le leggi democratiche furono abrogate da due colpi di stato militari nel 1987 perché il governo era percepito come dominato dalla comunità Indo-Figiana (Indiana). Il secondo colpo di stato del 1987 vide la Monarchia Britannica e il Governatore Generale rimpiazzati da un Presidente senza poteri, ed il paese cambiare la denominazione da Dominion of Fiji (Dominio di Fiji) a Republic of Fiji (Repubblica di Fiji), che divenne Republic of the Fiji Islands (Repubblica delle Isole Fiji) nel 1997. I colpi di stato contribuirono ad una massiccia emigrazione Indiana; la popolazione rimasta si trovò in difficoltà economiche ma ciò assicurò che i Melanesiani divenissero la maggioranza.
Nel 1990 la nuova Costituzione, avallata dal Grande consiglio dei capi, riaffermò la supremazia nel paese dell'aristocrazia indigena e aggravò la situazione della popolazione indiana. Il Gruppo Contro le Discriminazioni Razziali (GARD) si formò per opporsi alla costituzione imposta unilateralmente e restaurare la costituzione del 1970. Sitiveni Rabuka, il Tenente Colonnello che guidò il colpo di stato del 1987 divenne Primo Ministro nel 1992, con il sostegno di elezioni secondo le regole della nuova costituzione. Tre anni dopo, Rabuka stabilì la Commissione di Revisione della Costituzione, che nel 1997 portò ad una nuova Costituzione, sostenuta dai maggiori capi delle comunità Figiane e Indo-Figiane. Nel 1997 nel Fiji vennero riammesse nel Commonwelth.
Il nuovo millennio portò con sé un nuovo colpo di stato, istigato da George Speight, che effettivamente dominò il governo di Mahendra Chaudhry, che divenne Primo Ministro a seguito della costituzione del 1997. Il Commodoro Frank Bainimarama assunse il potere esecutivo dopo le dimissioni, forse forzate, del Presidente Mara. Le Fiji furono scosse da due rivolte nella Caserma Queen Elizabeth di Suva, alla fine del 2000, quando soldati ribelli crearono tumulti. L’ Alta Corte ordinò il ripristino della costituzione e, nel settembre del 2001, elezioni generali furono indette per tornare alla democrazia, elezioni che furono vinte dal Primo Ministro ad interim Laisenia Qarase appartenente al partito di Soqosoqo Duavata ni Lewenivanua.
Nel 2005, tra molte controversie, il governo Qarase propose l’istituzione della Commissione per l’Unità e la Riconciliazione, con il potere di raccomandare compensazioni per le vittime del colpo di stato del 2000, e l’amnistia per i colpevoli. Comunque, i militari si opposero fortemente a questo programma, specialmente il comandante dell’esercito, Frank Bainimarama. Egli era d’accordo con i detrattori che sostenevano fosse una vergogna concedere l’amnistia ai sostenitori del governo in carica che ebbero un ruolo nel colpo di stato. I suoi attacchi alla legislazione, che continuarono ininterrotti per tutto maggio, giugno e luglio, portarono ulteriori problemi nel suo rapporto con il governo, già teso.
Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2006, Bainimarama fu importante strumento del Colpo di stato Figiano del 2006. Bainimarama stilò una lista di richieste a Qarase dopo che una proposta di legge era stata avanzata al parlamento, parte della quale offriva il perdono ai partecipanti al tentativo di colpo di stato del 2000. Diede a Qarase un ultimatum con scadenza il 4 dicembre per decider se accogliere le richieste o rassegnare le dimissioni dalla carica. Qarase rifiutò in modo adamantine di scegliere se accettare le richieste o dimettersi e il 5 dicembre il Presidente, Ratu Josefa Iloilo, dichiarò di aver firmato un ordine legale per sciogliere il Parlamento dopo aver incontrato Bainimarama. Le motivazioni del susseguirsi di tanti colpi di stato vanno sempre ricercate nella ritrosia dell'aristocrazia indigena ad accettare la democrazia e la forza elettorale, oltre che produttiva, della comunità indiana.
Date le dimensioni, le Fiji hanno un esercito molto numeroso, e sono state uno dei maggiori collaboratori alle Missioni di pace dell’ONU in varie parti del mondo. Inoltre, un numero rilevante di istruttori militari ha servito nel lucroso settore della sicurezza in Iraq al seguito della missione guidata dagli USA nel 2003.
2006 La presa del potere da parte dei militari
Prendendo a motivo la corruzione nel governo, il Commodoro Josaia Voreqe (Frank) Bainimarama, Comandante delle Forze Militari della Repubblica delle Fiji, iniziò una presa di potere militare il 5 dicembre 2006 contro il Primo Ministro che lui stesso aveva nominato dopo il colpo di stato del 2000. Già in passato, nel 1987 e nel 2000, vi erano stati colpi di stato contro governi guidati o influenzati dalla comunità Indo-Figiana. In quest'occasione, invece, i militari si sollevarono contro un governo indigeno Figiano, che sostenevano essere corrotto e razzista. Il Commodoro si sostituì al Presidente e sciolse il parlamento, preparando la strada perché i militari completassero la presa di potere.
Il colpo di stato fu il culmine di settimane di speculazioni a seguito del conflitto fra il Primo Ministro eletto, Laisenia Qarase, e il Commodoro Bainimarama. Bainamarama ha ripetutamente fatto richieste e posto ultimatum al Primo Ministro. Una particolare richiesta riguardava la legge pendente per l’amnistia ai partecipanti il colpo di stato del 2000. A dispetto dell’intervento per la riconciliazione delle parti del Presidente, del Vice Presidente e di Helen Clark, Primo Ministro della Nuova Zelanda, non c’era volontà di fare concessioni da nessuna delle parti. Questo è il motivo per cui la crisi non si poté risolvere.
Bainimarama nominò Jona Senilagakali Primo Ministro ad interim. La settimana seguente Bainimarama disse di voler chiedere al Gran Consiglio dei Capi di restituire il potere esecutivo al Presidente, Ratu Josefa Iloilo. Il 6 dicembre, Bainimarama dichiarò lo stato di emergenza, e intimò che non avrebbe tollerato alcuna violenza o ribellione.
A seguito del colpo di stato, il Commonwealth of Nations indisse una riunione di emergenza a Londra, dove fu dichiarata sospesa l’adesione delle Fiji.
Il 9 dicembre, i comandanti militari pubblicarono un annuncio per ricoprire posizioni nel Governo, inclusi posti di gabinetto, attraverso un giornale nazionale. Specificarono che i candidati dovevano possedere “qualità morali fuori del comune”, essere senza precedenti penali, né avere mai dichiarato bancarotta. Sempre il 9 dicembre la IFNA ritirò il diritto delle Fiji ad ospitare il Campionato Mondiale 2007 di Netball come conseguenza della presa di potere dei militari. Ci si aspettava che il ritiro avesse un significativo impatto nelle Fiji a causa della popolarità di uno sport come il Netball.
Il 4 gennaio 2007, i militari annunciarono che stava per essere restituito il potere esecutivo al Presidente Iloilo, che fece una dichiarazione alla radio che confermava l’azione intrapresa dai militari. Il giorno seguente, Iloilo nominò Bainimarama Primo Ministro ad Interim, indicando che I militari avevano ancora il controllo effettivo.
All’inizio della presa di potere, rapporti facevano emergere intimidazioni di alcuni critici del regime ad interim. E’ stato confermato che due individui sono morti sotto custodia militare dal dicembre 2006. Si sono fatte indagini su queste morti e sussistono sospetti, ma non si è ancora arrivati ad un processo.
Viste le continue critiche dei vicini, specificatamente Australia e Nuova Zelanda, l’Alto Commissario (HighCommissioner) della Nuova Zelanda Michael Green è stato espulso dalle Fiji a metà del giugno 2007, a seguito dell’innalzamento delle misure di emergenza (riconosciute generalmente come uno sviluppo positivo da osservatori esterni).
Nel Settembre 2007, il Commodoro Frank Bainimarama disse che i militari Figiani avevano nuovamente dichiarato lo stato di emergenza perché il Primo Ministro Laisenia Qarase, che lui credeva espulso, era coinvolto in un tentativo di destabilizzazione quando era tornato a Suva dopo 8 mesi di esilio nella sua isola natale, Vanuabalavu a Lau,è stato stabilito che Elezioni saranno indette per marzo 2009.
Il Governo ad interim ha formato una Commissione anti-corruzione che ha ricevuto numerosi reclami e dichiarazioni, e ci sono state molte dimissioni da membri di alto livello del governo e di industriali collegati.
Nel novembre 2007 ci sono stati molte convocazioni per interrogatori riguardo a un complotto di assassinio diretto contro il Primo Ministro ad interim, ufficiali anziani dell’esercito e membri del gabinetto ad interim.
Geografia
Le Figi sono formate da 322 isole (di cui 106 abitate) e 522 piccoli isolotti. Le due isole più importanti sono Viti Levu e Vanua Levu. Le isole sono montagnose, con cime alte fino a 1,300 metri (4,250 ft), e coperte da foresta tropicale. Viti Levu ospita la capitale, Suva, ed è la residenza di circa tre quarti della popolazione. Altre città importanti sono Nadi (dove c’è l’aeroporto internazionale), e Lautoka (dove ci sono una grande fabbrica di zucchero e il porto). Le maggiori città di Vanua Levu sono Labasa e Savusavu. Altre isole e gruppi includono Taveuni e Kadavu (la terza e la quarta isola per grandezza, rispettivamente), il Gruppo Mamanuca (appena fuori Nadi) e il Gruppo Yasawa, che sono popolari mete turistiche, il Gruppo Lomaiviti, fuori Suva, e il lontano Gruppo Lau. Rotuma, circa 500 chilometri (310 mi) a nord dell’arcipelago, ha uno speciale status amministrativo. Lo stato confinante più vicino è Tonga.
Morfologia
Le isole dell'arcipelago sono disposte a ferro di cavallo, costellate da numerosi atolli corallini e bagnate dal mare di Koro. Le principali sono Viti Levu, Vanua Levu, Taveuni, Kandavu, Koro e Rotuma. Di origine vulcanica, presentano ingenti depositi di calcare e sono quindi caratterizzate da una morfologia prevalentemente montuosa e accidentata che, lungo i litorali, lascia il posto a fasce pianeggianti. Il punto più elevato dell'arcipelago è il monte Victoria o Tomaniivi (1.324 m), a Viti Levu.
Clima
Il clima è subtropicale, caldo e umido, con precipitazioni frequenti soprattutto tra novembre e aprile concentrate sui versanti orientale e sudorientale, maggiormente esposti agli alisei. La media annua della temperatura è di 25 °C, quella delle precipitazioni di circa 2500 mm.
Etnie
La popolazione della Nuova Zelanda è costituita per l'82% da bianchi di origine inglese e scozzese; gli indigeni di etnia polinesiana sono circa 201.000; esistono minoranze di cinesi, indiani, tedeschi, olandesi, italiani. Europei 82%, maori 14%, altre popolazioni del Pacifico 3%, altri (inclusi cinesi) 6%. Ai censimenti non stupisce il fatto che la somma delle percentuali superi il tradizionale 100% poiché molti neozelandesi si ritengono appartenenti a più di un'etnia.
Lingua
Vi sono tre lingue ufficiali: inglese, Maori e NZSL (New Zealand Sign Language)
Religione
Il gruppo più diffuso è quello cattolico, seguito da quello anglicano.
Anglicani 24%, Presbiteriani 18%, animisti 12%, Cattolici 39%, buddisti 5%, Metodisti 22%.

