Avvertenza...
Nuove regole normano il trasporto di liquidi e gel all'interno del bagaglio a mano sugli aerei diretti verso il Regno Unito. Queste disposizioni potranno causare ritardi o disagi alla partenza e all'imbarco, perciò consigliamo ai viaggiatori di osservarle scrupolosamente. Per ulteriori indicazioni visitate il sito dell'UK Department for Transport website (www.dft.gov.uk/airportsecurity).
Introduzione
Il XX secolo non è stato troppo clemente con l'Inghilterra: gli ultimi 100 anni hanno visto la caduta dell'impero, la perdita
delle basi commerciali e l'ostinato rifiuto di un ruolo secondario nel mondo moderno: da impero coloniale a litigioso membro della Comunità Economica Europea (dal 1973), in pochi decenni. Mentre la
famiglia reale ha subito un ridimensionamento, le altre istituzioni tipiche della vita inglese sono riuscite, per la maggior parte, ad andare avanti, con impassibilità e un forte senso del
protocollo.
La piacevole immagine dell'Inghilterra cristallizzatasi negli anni '30 del XX secolo, quando la vita delle comunità ruotava intorno all'ufficio postale, al pub e alla canonica locale, è stata
cancellata dalla potenza del mondo moderno e dalla grande espansione delle aree suburbane. La 'nuova' Gran Bretagna annunciata dal leader laburista Blair si lascia alle spalle il periodo thatcheriano
e affronta il futuro con il solito attaccamento alle tradizioni ma consapevole di dover affrontare problemi economici e sociali sempre nuovi. Rimane forte la volontà del paese di procedere per una
strada di relativa indipendenza nei confronti dell'unione europea, così come forte rimane l'identità culturale dei sudditi di Sua Maestà. L'Inghilterra è un paese da visitare e da scoprire, ben al di
là dei luoghi comuni.
Quando andare
Chiunque trascorra un certo periodo di tempo in Inghilterra condividerà l'ossessione della popolazione locale per il tempo atmosferico, anche se in verità il clima è relativamente mite e le precipitazioni abbastanza contenute. I mesi più inospitali per i turisti sono quelli invernali, da novembre a febbraio, quando fa freddo e le giornate sono corte. Marzo e ottobre sono mesi intermedi, durante i quali le giornate sono più lunghe, ma le temperature possono essere rigide. I mesi primaverili ed estivi, da aprile a settembre, sono indubbiamente i migliori e i più sfruttati dai visitatori, anche perché i luoghi di interesse turistico per la maggior parte sono aperti. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e, se è possibile, conviene evitarli: lungo la costa, nei parchi nazionali, a Londra e in città frequentate come Oxford, Bath e York la folla è trabocchevole.
Feste e manifestazioni
Per gli sportivi, la tradizionale gara di canottaggio tra le Università di Oxford e Cambridge si svolge a Londra sul Tamigi
alla fine di marzo; il famoso ma massacrante Grand National (corsa a siepi per cavalli) si svolge a Aintree, Liverpool, il primo sabato di aprile; la FA Cup di calcio culmina nella finale che si
disputa nello stadio londinese di Wembley nel mese di maggio; i campionati di tennis di Wimbledon si svolgono alla fine di giugno; per i raffinati, nella prima settimana di luglio, si svolge a
Henley-on-Thames la Henley Royal Regatta; alla fine di luglio l'Isola di Wight ospita la fantasiosa Cowes Week, per barche da diporto.
Chi non è interessato a giochi con la palla e alle corse di animali può assistere alla mostra floreale del Chelsea Flower Show che si tiene nel London's Royal Hospital a maggio, oppure alla parata
chiamata Trooping of the Colour che si tiene in occasione del compleanno della regina, a metà giugno. Il Glastonbury Festival è una vivace festa musicale che si svolge nell'ippodromo di Glastonbury
in giugno; infine, lo scatenato carnevale caraibico si festeggia nel quartiere londinese di Notting Hill alla fine di agosto.
Visti
i cittadini italiani e dei restanti paesi UE possono visitare l'Inghilterra con la carta d'identità valida per l'espatrio o il passaporto. I documenti dovranno essere esibiti all'arrivo perchè il Regno Unito pur avendo chiesto di partecipare solo ad alcuni aspetti della cooperazione basata su Schengen non ha aderito agli accordi relativi ai controlli alle frontiere e ai visti.
Rischi sanitari
Gli accordi internazionali reciproci con il Regno Unito consentono ai cittadini italiani e di vari altri paesi di ricevere cure mediche di emergenza gratuite e cure odontoiatriche convenzionate tramite il National Health Service (NHS; www.nhsdirect.nhs.uk). Suggeriamo ad ogni modo ai viaggiatori italiani di portare la Tessera Europea di Assistenza Malattia (TEAM), ossia la propria tessera sanitaria. La TEAM ha sostituito il modello E111 ed è stata inviata a domicilio a tutti i cittadini italiani assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Ogni membro della famiglia dovrà avere la propria tessera. In caso di smarrimento potete richiederne un duplicato alla vostra ASL di residenza.
Fuso orario
la stessa ora del meridiano di Greenwich
Elettricità
240 V, 50Hz
Pesi e misure
sistema metrico decimale per pesi e misure, secondo le direttive dell'Unione Europea, ma sono ancora ampiamente utilizzati gli equivalenti del sistema britannico. Nei supermercati oggi si tende a indicare i prezzi sia utilizzando il sistema metrico sia quello imperiale. L'Unione Europea ha accettato l'esonero permanente per le misure di velocità e distanza, per esempio sui segnali stradali e i contachilometri nelle automobili. Nei pub è consentito servire pinte di birra e i lattai possono continuare, la mattina, a lasciare la pinta di latte sulla soglia delle case, ma quasi tutti gli alimenti liquidi ora sono venduti a litri
Storia
I primi abitanti dell'Inghilterra di cui si abbia notizia furono stirpi di cacciatori cui si aggiunsero durante l'età della pietra, intorno al
4000 a.C., altre popolazioni che coltivarono le colline gessose della pianura di Salisbury, costruendo i misteriosi complessi in pietra di Stonehenge e Avebury. Nell'età del bronzo, a partire
dall'800 a.C., giunsero i Celti dall'Europa centrale, che introdussero la lingua gaelica e quella britannica (tuttora parlate rispettivamente in Scozia e in Galles).
I Romani invasero il paese nel 43 d.C. e impiegarono appena 7 anni per soffocare la resistenza delle popolazioni locali e controllare gran parte dell'Inghilterra. Le tribù gallesi e scozzesi furono
invece più difficili da assoggettare e per contenere le scorribande degli Scozzesi nelle regioni settentrionali fu costruito il Vallo di Adriano. I Romani portarono stabilità politica, costruirono
comode strade pavimentate e, dopo il 313 d.C., introdussero il cristianesimo; al contrario l'Inghilterra costituì sempre un problema e una fonte di spesa per le casse imperiali. I Romani non furono
mai sconfitti, semplicemente abbandonarono il paese intorno al 410 d.C., in concomitanza con la caduta dell'impero.
Tribù pagane di Angli, Juti e Sassoni cominciarono a occupare lo spazio lasciato vuoto dai Romani, assorbendo i Celti e costituendo piccoli feudi locali. Nel VII secolo questi si trasformarono in una
serie di regni anglosassoni che cominciarono a sviluppare una coscienza nazionale. Intorno alla metà del IX secolo i Vichinghi invasero la Scozia settentrionale, la Cumbria e il Lancashire, mentre i
Danesi penetrarono nell'Inghilterra orientale. Nel 871, solo il Wessex - il territorio per metà sassone e per metà celtico a sud del Tamigi - restava sotto il controllo inglese, ma gli inglesi
riuscirono a neutralizzare la superiorità militare dei Vichinghi e cominciarono un processo di assimilazione.
Il successivo invasore fu Guglielmo di Normandia (ben presto soprannominato Guglielmo il Conquistatore), che raggiunse le coste inglesi nel 1066 con una forza di 12.000 uomini. Dopo la vittoriosa
battaglia di Hastings l'aristocrazia inglese fu soppiantata da quella normanna di lingua francese. I normanni costruirono imponenti castelli, imposero il sistema feudale, censirono la popolazione e,
ancora una volta, iniziò un processo di assimilazione.
I secoli successivi furono caratterizzati da litigi reali, intrighi politici, peste, sedizioni e rivolte. La guerra dei Cent'anni con la Francia proseguì sul fronte interno con la guerra delle Due
Rose e una serie di machiavellici delitti tra i pretendenti al trono. Nel XVI secolo, i problemi matrimoniali di Enrico VIII portarono alla separazione dal cattolicesimo. Enrico fu nominato capo
della chiesa anglicana dal parlamento e la Bibbia fu tradotta in inglese. Nel 1536 Enrico abolì i monasteri più piccoli e ne confiscò i beni, incrinando i rapporti tra stato e chiesa.
La lotta per il potere tra la monarchia e il parlamento degenerò in guerra civile intorno alla metà del XVII secolo, con i realisti fedeli a Carlo I (cattolici, tradizionalisti, piccola nobiltà
terriera e membri della Chiesa anglicana) opposti ai protestanti guidati da Cromwell. La vittoria di quest'ultimo si trasformò in una dittatura durante la quale vi furono le sanguinose epurazioni in
Irlanda; nel 1660 il Parlamento era così stufo che fu restaurata la monarchia.
Seguì un periodo di progressiva espansione nel quale l'Inghilterra fondò alcune colonie lungo la costa americana, autorizzò la Compagnia delle Indie Orientali a operare da Bombay e infine estese la
propria sfera d'influenza al Canada e all'Australia. Sul fronte interno l'Inghilterra aumentò il controllo sulle isole britanniche. La prima battuta d'arresto del fiorente impero avvenne nel 1782,
quando le colonie americane ottennero l'indipendenza.
Nel frattempo la Gran Bretagna si stava rapidamente avviando a diventare la culla della rivoluzione industriale a mano a mano che le macchine a vapore, il treno, le miniere di carbone e l'energia
idrica trasformavano i mezzi di trasporto e di produzione. Le prime città industriali del mondo nacquero nelle Midlands provocando massicci esodi della popolazione. Quando la regina Vittoria salì al
trono nel 1837, la Gran Bretagna era ormai la maggiore potenza mondiale. La sua flotta dominava i mari, tenendo unito l'enorme impero, mentre le sue industrie dominavano il commercio internazionale.
Sotto i governi di Gladstone e Disraeli presero forma importanti riforme: l'istruzione divenne universale, furono legalizzati i sindacati e alla maggior parte degli uomini fu concesso il diritto di
voto - le donne dovettero aspettare la fine della I guerra mondiale.
Nel 1914 la Gran Bretagna intervenne nella I guerra mondiale, conflitto che provocò l'assurda morte di milioni di inglesi e l'aggravarsi dell'abisso che separava le classi dominanti da quelle
lavoratrici. Queste ultime diedero vita a 50 anni di agitazioni, a partire dal grande sciopero generale del 1926 per proseguire durante gli anni '30. Negli anni '20 e '30 la Gran Bretagna fu guidata
da governi mediocri e miopi, incapaci di affrontare i veri problemi del paese e di contrastare l'ascesa di Hitler.
Il pervicace carattere inglese fu forgiato durante la II guerra mondiale sotto la guida di Winston Churchill. L'Inghilterra riuscì a risollevarsi dopo Dunkerque, i furiosi raid aerei della Luftwaffe
e la caduta di Singapore e Hong Kong, fino a svolgere un ruolo fondamentale nella vittoria alleata. A dispetto dell'euforia, le risorse e l'importanza dell'Inghilterra si stavano esaurendo e il nuovo
ruolo di potenza di secondo piano divenne chiaro quando l'India (1947) prima e la Malaysia (1957) e il Kenya (1963) poi, ottennero l'indipendenza.
Negli anni '60 l'Inghilterra si era ormai ripresa completamente dalle ferite della guerra e, stando alle parole del primo ministro Harold MacMillan gli Inglesi 'non erano mai stati meglio'. Gli anni
Sessanta riportarono ben presto la vivace Londra al centro della cultura mondiale mentre i vari Beatles, Rolling Stones, Mary Quant, David Bailey, Twiggy, Jean Shrimpton salivano alla ribalta della
scena mondiale. Ma gli anni '60 non furono soltanto l'epoca delle minigonne e del Sergeant Pepper: la tensione in Irlanda prese una piega decisamente violenta, tanto che nel 1969 gli inglesi furono
costretti a inviare delle truppe. I Troubles (problemi), come sono eufemisticamente chiamati, hanno da allora perseguitato i governi inglesi e irlandesi con drammatiche conseguenze sull'Irlanda del
Nord. La crisi petrolifera degli anni '70, la forte inflazione, la settimana lavorativa di 3 giorni e il conflitto di classe aggravarono ulteriormente la situazione e nel 1979 gli inglesi elessero
l'austera Margaret Thatcher per risolvere le cose.
La Thatcher destituì i sindacati, privatizzò le industrie nazionali, stabilì una meritocrazia, inviò una flotta alle isole Falkland e polarizzò la società britannica. È stata il primo ministro
rimasto in carica più a lungo in questo secolo e ha lasciato una tale impronta sulla società britannica che ancora oggi, dopo 10 anni, la presenza della signora Maggie incombe su qualsiasi
discussione di politica interna. Il distinto John Major, premier dal 1990, non è riuscito a far sposare al paese la causa conservatrice ed è stato nettamente sconfitto nelle elezioni del maggio
1997.
Diretta dal primo ministro Tony Blair, l'Inghilterra sembra una nazione diversa, ma finora la 'nuova alba' non è ancora diventata una giornata di sole: due decenni di gloria conservatrice non sono
facili da cancellare e l'euforia dopo la vittoria elettorale ha lasciato il posto a un più cauto ottimismo. L'atmosfera ottimistica appare giustificata: il processo di pace nell'Irlanda del Nord
sembra ormai avviato, i giovani principi sono appassionati di musica leggera e la diffidenza nei confronti dell'Unione Europea non sembra più così radicata.
Nelle elezioni del giugno 2001, Tony Blair ha ottenuto una larghissima maggioranza in Parlamento. Dopo l'11 settembre il premier è il principale alleato degli USA nella guerra contro i talebani
afghani e uno dei più convinti assertori della necessità della guerra al terrorismo.
Nel discorso davanti alla platea del Congresso, il 30 settembre 2003, Blair ha difeso la sua decisione di attaccare l'Iraq per annientare le armi di distruzione di massa (che non sono state ancora
trovate) e, incurante del calo di fiducia risultante dagli ultimi sondaggi, si è proposto per il terzo mandato.
Dopo i risultati negativi ottenuti nel 2004 sia alle elezioni amministrative sia alle europee (il 13 giugno: Tories al 26,7%; Labour al 22,6%, il peggior risultato dal dopoguerra), il premier ha
annunciato un maggior interesse verso la politica nazionale per rafforzare l'economia, migliorare i servizi pubblici, combattere la criminalità. Gli ultimi tre anni di governo non sono stati facili
per Tony Blair, che ha dovuto difendersi anche dalle accuse di aver trascinato il paese in una guerra non motivata contro l'Iraq. Il lungo periodo a Downing Street si è comunque chiuso per Blair nel
giugno del 2007 e al suo posto ha preso il potere il suo amico-nemico di sempre, Gordon Brown.

