Introduzione
Sotto gli Asburgo, l'Austria era la forza dominante dell'Europa centrale. Oggi ha forse accettato il proprio ruolo politico di secondo piano nell'Unione Europea, ma ha pochi rivali in quanto meta di vacanze: ottime possibilità di praticare sport invernali nei massicci alpini, alcuni degli edifici più imponenti e sfarzosi d'Europa e una tradizione musicale senza pari.
Quando andare
Musei e collezioni d'arte, edifici e chiese barocche in estate e gli sport sulla neve in inverno fanno dell'Austria una meta turistica in qualsiasi periodo dell'anno. L'alta stagione estiva (luglio e agosto) attira numerosi turisti e i prezzi sono alti. Il clima può essere torrido nelle città e molti luoghi di interesse turistico sono chiusi. Anche giugno e settembre sono abbastanza affollati. In inverno le città sono meno gremite e i prezzi degli alberghi sono più bassi (fanno eccezione i periodi di Natale e Pasqua). Gli sport invernali possono essere praticati da metà dicembre a fine marzo: l'alta stagione coincide con le vacanze natalizie e con il mese di febbraio. Le località turistiche alpine sono molto tranquille da fine aprile a fine maggio e in novembre. La primavera nelle Alpi arriva a giugno e i fiori montani tappezzano di colori i pendii.
Feste e manifestazioni
I festival musicali si susseguono in continuazione. In gennaio, i concerti di Capodanno a Vienna si concludono con sontuosi balli. A febbraio il Fasching (Carnevale) è celebrato con sfilate in maschera e balli per il ritorno della primavera. In occasione del Corpus Christi (la festa del Corpus Domini, il secondo giovedì dopo la Pentecoste) si svolgono altri festeggiamenti, alcuni dei quali sui laghi del Salzkammergut. Il Festival Internazionale di Vienna (da metà maggio a metà giugno) propone un ampio e vario programma di manifestazioni artistiche ed è considerato il principale evento dell'anno. Il 21 giugno, splendidi falò illuminano il cielo durante le feste per la notte di mezza estate. Il Festival Internazionale di Salisburgo si svolge tra la fine di luglio e l'inizio di agosto e prevede l'esecuzione di molti brani di Mozart, figlio prediletto della città. Il 26 ottobre, festa nazionale, in tutta l'Austria sventolano patriottiche bandiere. Le sfilate del 5 dicembre, festa di san Nicola, segnano l'inizio della stagione natalizia.
Il viaggio
Vienna è il principale scalo aereo del paese, ma vi sono aeroporti internazionali anche
a Linz, Graz, Salisburgo, Innsbruck e Klagenfurt.
L'Austria ha eccellenti collegamenti ferroviari con tutte le principali città europee. Gli autobus sono generalmente più economici ma più lenti e meno confortevoli dei treni. Arrivare in Austria con
l'auto è semplice e ci sono veloci autostrade (Autobahnen) che collegano il paese alle nazioni confinanti. I principali punti di confine sono aperti 24 su 24, quelli serviti da strade minori
approssimativamente dalle 7 alle 21. Rapidi aliscafi navigano sul Danubio tra Vienna, Bratislava e Budapest in primavera e in estate, ma sono molto costosi; da maggio alla fine di settembre anche i
piroscafi solcano le acque del Danubio tra Vienna e la città tedesca di Passau.
Trasporti locali
I sistemi di trasporto austriaci sono molto sviluppati ed efficienti. La Tyrolean Airways è la principale compagnia
che gestisce i voli interni ed effettua numerosi voli giornalieri tra le varie città austriache. I treni sono confortevoli, puliti e abbastanza frequenti. La rete di Bundesbus (autobus federali)
integra il servizio ferroviario ed è usata per spostamenti più brevi o per raggiungere località remote. Le località turistiche in Tirolo e Vorarlberg si possono raggiungere solo con i Bundesbus o con
mezzi di trasporto privato.
Le società di autonoleggio hanno filiali nelle città principali. Le strade sono generalmente in buono stato ma bisogna prestare particolare attenzione agli itinerari di montagna più impegnativi. I
tram sono piuttosto frequenti nelle città austriache. Le biciclette possono essere noleggiate in oltre 160 stazioni ferroviarie e riconsegnate in qualsiasi altra stazione che effettui il servizio di
noleggio. Vi sono molte piste ciclabili e quella sul Danubio, che dalla Foresta Nera, in Germania, arriva a Vienna e prosegue oltre, è un vero paradiso per i ciclisti.
Visti
i cittadini italiani e dei restanti paesei UE possono far ingresso in Austria con la carta d'identità valida per l'espatrio o il
passaporto: è necessario viaggiare con uno dei due documenti non scaduti.
L'Austria fa parte dello "spazio Schengen". La conseguenza più evidente delle disposizioni di Schengen per le persone è che non sono più tenute a mostrare il documento d'identità quando attraversano
i confini degli stati firmatari.
Rischi sanitari
i cittadini italiani che si recano temporaneamente (per studio, turismo, affari o lavoro) in Austria (Stato membro dell'Unione Europea) possono ricevere le cure mediche necessarie e urgenti previste dall'assistenza sanitaria pubblica locale se dispongono della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) chiamata Tessera Sanitaria. La TEAM ha sostituito il modello E111 ed è stata inviata a domicilio a tutti i cittadini italiani assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Ogni membro della famiglia dovrà avere la propria tessera. In caso di smarrimento potete richiederne un duplicato alla vostra ASL di residenza.
Fuso orario
un'ora avanti rispetto al meridiano di Greenwich
Elettricità
220V, 50Hz
Pesi e misure
sistema metrico decimale
Turismo
18,2 milioni di visitatori nel 2001
Storia
Il territorio della attuale Austria fu interessato da una serie di invasioni di tribù e di eserciti che utilizzarono la valle del
Danubio come via di comunicazione - Celti, Romani, Vandali, Visigoti, Unni, Avari e Slavi. Nell'anno 803, Carlo Magno costituì l'Östmark, un territorio nella valle del Danubio che in seguito fu
convertito al cristianesimo e divenne a prevalenza germanica.
Sul finire del XIII secolo la potente dinastia degli Asburgo assunse la guida del paese, che mantenne fino alla prima guerra mondiale. Sebbene gli Asburgo non fossero contrari all'uso della forza,
preferirono sistemi meno rozzi per estendere i loro territori e l'Austria gradualmente si espanse grazie a lungimiranti acquisti di terreni e a un'abile politica matrimoniale. Da uno di questi
matrimoni nacquero due figli: il primogenito divenne Carlo I di Spagna e, alcuni anni dopo, mutò il proprio nome in Carlo V del Sacro Romano Impero; il più giovane, Ferdinando, fu il primo degli
Asburgo a vivere a Vienna e fu incoronato monarca di Austria, Ungheria e Boemia. Nel 1556, Carlo abdicò e Ferdinando I assunse la corona al suo posto, ma parte dei territori sottoposti a Carlo furono
ereditati da suo figlio, Filippo II, dando origine a due rami distinti della dinastia asburgica, quello spagnolo e quello austriaco.
Nel 1571, quando l'imperatore concesse la libertà di culto, la grande maggioranza degli austriaci si convertì al protestantesimo. Nel 1576 il nuovo imperatore, Rodolfo II, sposò la causa
controriformistica e il paese ritornò, con una certa riottosità, al culto cattolico. Il tentativo di imporre il cattolicesimo alle regioni europee protestanti portò alla guerra dei Trent'anni, che
cominciò nel 1618 e devastò gran parte dell'Europa centrale. La pace di Westfalia nel 1648 pose fine al conflitto. Per gran parte del secolo XVII, l'Austria fu impegnata a fermare l'avanzata dei
Turchi in Europa. Nel 1683 Vienna fu assediata e rischiò di capitolare, ma fu salvata da un esercito formato da tedeschi e polacchi e i turchi furono respinti ai margini sud-orientali del continente.
La fine della minaccia turca stimolò la costruzione di numerosi edifici barocchi in molte città e, sotto la guida dell'imperatore musicista Leopoldo I, Vienna divenne un polo d'attrazione per
musicisti e compositori.
Nel 1740, Maria Teresa salì al trono austriaco e guidò il paese per 40 anni. In questo periodo l'Austria divenne uno stato moderno: sotto Maria Teresa il potere fu centralizzato, nacquero
l'amministrazione statale e la burocrazia, furono riorganizzati l'esercito e l'economia, fu introdotto un sistema di istruzione pubblica. Il progresso fu interrotto nel 1805, quando Napoleone
sconfisse l'Austria ad Austerlitz. Le guerre napoleoniche si conclusero con la Restaurazione sancita dal Congresso di Vienna nel 1814-15. L'Austria mantenne il controllo sulla confederazione tedesca,
ma fu teatro di sommosse popolari nel 1848 e infine sconfitta nel 1866 nella guerra contro la Prussia. Questo portò alla nascita di una duplice monarchia (l'impero austro-ungarico) nel 1867 sotto
l'imperatore Francesco Giuseppe e all'esclusione dell'Austria dal nuovo impero tedesco unificato da Bismarck. Seguì un periodo di prosperità ma le tendenze espansionistiche dell'Austria nei Balcani e
l'annessione della Bosnia-Erzegovina nel 1908 portarono all'assassinio del nipote dell'imperatore a Sarajevo nel giugno del 1914. Un mese dopo, l'impero austro-ungarico dichiarava guerra alla Serbia,
i russi intervennero in difesa dei serbi e cominciò il massacro della prima guerra mondiale.
Alla fine della guerra fu creata la Repubblica d'Austria, uno stato dai confini molto ridotti e costretto a riconoscere l'indipendenza di Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria e Yugoslavia che, insieme
alla Romania e alla Bulgaria, erano state in precedenza sotto il dominio asburgico. La nuova repubblica subì una recessione economica che favorì la nascita di una politica di ispirazione nazista, la
quale rese più semplice l'annessione da parte dei tedeschi nel 1938. Un referendum nazionale indetto l'anno successivo ratificò l'annessione. L'Austria fu pesantemente bombardata durante la seconda
guerra mondiale e nel 1945 gli Alleati ripristinarono i confini austriaci del 1937. Il paese fu diviso in quattro zone dalle truppe di occupazione statunitensi, inglesi, russe e francesi, che vi
restarono per una decina d'anni prima di ritirarsi e di permettere all'Austria di dichiararsi stato neutrale.
Nel dopoguerra l'Austria ha lavorato duramente per superare le difficoltà economiche e ha stipulato un trattato di libero commercio con la Comunità Economica Europea nel 1972. Alla fine degli anni
'80, l'aumento dell'immigrazione dai paesi dell'est europeo dopo il crollo del blocco sovietico ha favorito il dilagare di sentimenti xenofobi. Le preoccupazioni delle forze moderate sono aumentate
dopo il recente afflusso di profughi dalla ex Yugoslavia. Gli austriaci hanno votato l'ingresso del loro paese nell'UE con un referendum nel 1994 e ne sono entrati a far parte ufficialmente il 1°
gennaio 1995. Da quella data la maggior parte degli austriaci è incerta circa i reali vantaggi determinati dall'appartenza alla UE.
Nel febbraio 2000 l'Austria è stata oggetto di aspre critiche da parte della comunità internazionale quando il partito di estrema destra FPO (Partito della Libertà) ha formato un nuovo governo
federale di coalizione con l'OVP (Partito popolare) escludendo per la prima volta dagli anni '70 i socialdemocratici. L'Unione Europea ha immediatamente imposto all'Austria una serie di sanzioni,
ritirate nel settembre dello stesso anno, anche se il governo continua a essere oggetto del monitoraggio internazionale.
Le elezioni per il rinnovo del parlamento austriaco sono state anticipate al 24 novembre 2002. Con il 42% dei consensi il partito conservatore del Cancelliere austriaco uscente Wolfgang Schüssel ha
consolidato la sua posizione alla guida del paese ridimensionando soprattutto i liberal-populisti di Joerg Haider che, dal 27% dei consensi alle precedenti elezioni, sono crollati al 10,1%, e vedono
ridotta a meno della metà la loro presenza in Parlamento. La crisi della coalizione di centro-destra aveva avuto come epilogo le dimissioni della vice-premier e di altri tre ministri. Le alluvioni
estive avevano costretto l'esecutivo a rinunciare ai tagli fiscali promessi in campagna elettorale.
Dopo il fallimento dei colloqui con i socialisti e i verdi, per divergenze sulle privatizzazioni e sulla strategia fiscale, il 28 febbraio 2003 Schüssel ha presentato il nuovo governo di destra, con
Haider relegato in un insolito basso profilo.
Le consultazioni elettorali del 2004 hanno dato risultati contraddittori. Le presidenziali sono state vinte dal socialdemocratico Heinz Fischer perché la candidata dei conservatori, Benita Ferrero
Waldner, era appoggiata dal FPO mentre le regionali hanno riportato Haider all'attenzione dei media per il 42% dei consensi ottenuti in Carinzia dal FPO, con un crollo del partito di Schüssel che
s'era illuso di fagocitare l'elettorato di Haider proprio nella sua Carinzia. Gli osservatori internazionali si sono divisi tra chi si è preoccupato per le dichiarazioni fatte in passato da questo
leader dalla personalità così ingombrante e chiede rassicurazioni a Schüssel; tra chi continua a considerarlo unicamente a livello di colore locale, negando lo status di politico europeo che Haider,
aspirando alla Cancelleria, desidererebbe.
Infine le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo hanno premiato il Partito socialdemocratico all'opposizione con il 33,5% dei voti mentre il Partito popolare di Schüssel si è fermato al
32,7%. Il partito di Haider è scivolato al quinto posto delle preferenze e ha perso circa due terzi dei voti presi cinque anni prima.
Nel maggio 2005, il parlamento austriaco ha ratificato la costituzione europea.
Alla fine del 2003 il paese ha perso il suo presidente, Thomas Klestil, morto due giorni prima del termine del mandato. Nel 2004 il premio Nobel per la letteratura è andato a Elfriede Jelinek, per il
grande valore della sua voce poetica. Nella prima metà del 2006 l'Austria ha guidato per 6 mesi l'Unione Europea, contribuendo a rinforzare la sua costituzione. In marzo, lo storico David Irving fu
condannato a 3 anni di reclusione per aver negato l'Olocausto. In agosto, la diciottenne Natascha Kampusch, di cui si erano perse le tracce dal 1998, è riuscita a fuggire dalla cella sotterranea
nella quale era reclusa. Il suo rapitore, Wolfgang Priklopil, si è subito suicidato.
A fine anno l'Austria è andata alle urne e nel gennaio 2007 si è creata una coalizione di governo tra il centro sinistra (SPO) e il partito conservatore. Alfred Gusenbauer, dell'SPO, è stato
designato cancelliere.




