La Repubblica Popolare Cinese (cinese tradizionale: 中華人民共和,cinese semplificato: 中华人民共和国,pinyin: Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó), anche nota più semplicemente come Cina (cinese tradizionale: 中國, cinese semplificato: 中国, pinyin: Zhōngguó, letteralmente «Paese di Mezzo»), è uno stato dell'Asia orientale, vasto 9.596.960 km², con 1.306.313.813 di abitanti e capitale Pechino. È il più popoloso del mondo e, unitamente alla Federazione Russa, quello che confina con più Stati (14). La Repubblica Popolare Cinese è diversa dalla nazione il cui nome è Repubblica di Cina (nota anche come Taiwan).

Confina a nord con la Russia e la Mongolia, ad est con la Corea del Nord, a sud con il Vietnam, la Birmania, il Laos, il Bhutan e il Nepal, ad ovest con l'India, il Pakistan, il Kazakistan, il Tagikistan, l'Afghanistan e il Kirghizistan.

A est si affaccia sul Mar Giallo, e sul Mar Cinese Orientale e a sudest sul Mar Cinese Meridionale. Dopo le guerre contro il Giappone e quella civile tra il movimento nazionalista e quello comunista, dal primo ottobre del 1949 è governato da un regime comunista. Appartengono alla Repubblica Popolare Cinese anche le città di Hong Kong[1] e di Macao[2], che fino alla fine del XX secolo erano le ultime colonie in terra d'Asia rispettivamente di Regno unito e Portogallo.

La Cina rivendica l'isola di Taiwan al governo di Taipei, le isole Ryukyu al Giappone, la provincia dell'Arunāchal Pradesh all'India e le isole Paracel [3]. Viceversa il Tibet, attualmente parte della Repubblica Popolare Cinese, è rivendicato dal Governo tibetano in esilio guidato dal Dalai Lama (attualmente ospitato in India).

Storia

La Cina è stata abitata dall'uomo fin da tempi antichissimi: i resti umani ritrovati e classificati come specie ominide a sé (Sinanthropus pekinensis o uomo di Pechino) risalgono a circa 500.000 anni fa. La società cinese passò da matriarcale (10.000 anni fa) a patriarcale (5.000 a. C.) sviluppando l'agricoltura e l'artigianato. Di questo periodo non abbiamo fonti storiche al di fuori di miti e leggende tramandate oralmente: le tre grandi figure di questi miti sono Huang Di, l'Imperatore Giallo, il primo a unificare la Cina, Lei Zu, sua moglie, che introdusse il baco da seta, e Yu il Grande[4] (2205-2197 a.C.) che introdusse l'uso delle armi di bronzo e la dinastia Xia, la prima della storia nazionale. Successivamente ci fu l’epoca dei regni combattenti conclusa con l’unificazione di tutta la Cina nel 221 a.C. con la fondazione della dinastia Qin. Da qui in poi la storia cinese si identifica con l'impero Han, seguito da varie dinastie ufficiali, fino allo scoppio della Guerra dell'oppio fra Cina e Inghilterra, aprendo il periodo delle concessioni agli stranieri.

Dopo un secolo di rivolte e turbolenze, sedate con l'aiuto di potenze europee e del Giappone, l’autorità imperiale si indebolì sempre di più e nel dicembre 1911, a Nanchino viene proclamata la Repubblica, ponendo fine al Celeste Impero.

Due guerre civili fra nazionalisti e comunisti (1927-1937 e 1945-1949) e l'invasione giapponese (1937-1945) termineranno con la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese di Mao Zedong il primo ottobre 1949.

Nella seconda metà del Novecento, si afferma una linea economica che inizialmente segue il modello sovietico e poi tenta un percorso alternativo che porterà al disastro del Grande balzo in avanti. La terribile carestia, la repressione, i lavori forzati e la Rivoluzione Culturale in cui furono protagoniste le Guardie Rosse, provocheranno decine di milioni di morti.

Dopo le diverse carestie nel Paese, gli scontri politici interni del Partito, si afferma Deng Xiaoping, che riorganizza l'economia cinese, favorendo il riconoscimento costituzionale della proprietà privata e l'apertura del mercato ad investimenti esteri.

Le proteste di Tien An Men, non fermano la politica del Partito Comunista, che dopo il ritorno di Hong Kong e Macao, porta l'economia cinese ai primi posti del globo.

La prima unificazione

La prima dinastia di imperatori cinesi è la dinastia Xia, fondata dal Grande Yu che lasciò il trono al figlio Qin e ai suoi discendenti, nel 2200 a.C.: l'ultimo Xia fu Jie, che venne detronizzato dai fondatori della successiva dinastia Shang nel 1766 a.C. Durante quest'ultima nascono i primi pittogrammi, incisioni su dorsi di tartaruga a scopo augurale e divinatorio, che in seguito divennero gli ideogrammi della scrittura cinese: questa venne poi codificata durante il regno della dinastia successiva, gli Zhou, che regnarono dal 1122 a.C. al 770 a.C. In questo periodo il regno è sempre più diviso e iniziano le prime lotte fra province, che si accentua durante il periodo Chunqiu (Primavere e Autunni) 770-476 a.C., che segna l'ingresso della cina nell'età del Ferro: in questo periodo nasce e insegna Confucio. Alla fine la litigiosità dei principi locali smembra il regno degli Zhou e si apre il periodo dei Regni Combattenti, in cui la Cina è frammentata in una decina di regni in perenne lotta fra di loro. In realtà, anche se queste dinastie sono incluse tra quelle imperiali, fino al 221 a.C. l'Impero Cinese propriamente detto non esiste, poiché questi regni non estendono il loro controllo se non che su una parte della Cina. Inoltre i poteri locali sono ancora molto forti e l'economia è basata sulla schiavitù, un po' come succede nell'Impero Romano. Sarà lo stesso primo imperatore della dinastia Qin ( in cinese 秦始皇帝 ) che unificherà la Cina a inventare un nuovo titolo, Huangdi, per designare una forma più alta di autorità e potere: quello dell'Imperatore di tutta la Cina.

La Cina nel periodo dell'impero

Nel 221 a.c. Ying Zheng, re dello stato di Qin, nell'odierna provincia dello Shaanxi, unifica definitivamente la Cina e nominandosi Qin Shihuangdi, cioè "primo augusto imperatore di Qin", fonda la prima dinastia imperiale moderna, la dinastia Qin, che dura solamente undici anni. In questo periodo inizia la costruzione della Grande Muraglia, vengono unificate le unità di misura e la lunghezza dell'asse dei carri. Viene codificata per la prima volta la scrittura cinese, ad opera del primo ministro Li Si, che pubblica il primo catalogo ufficiale con 3.300 caratteri.

Dopo un periodo di turbolenza seguito alla caduta dei Qin, si consolida il potere della dinastia Han, che regna per circa quattro secoli, fino al 220 d.C.: sotto la dinastia Han si apre la via della seta e inizia il commercio con le province romane d'oriente. L'impero comincia ad espandersi nell'Asia continentale, mentre il confucianesimo si afferma come ideologia della classe dirigente cinese. Viene inventata la carta, nel 105 a.C. Al cadere della dinastia Han, l'impero si spezza di nuovo in tre stati (periodo dei Tre Regni, 220-265): regno Wei a nord, regno Shu nell'attuale provincia del Sichuan e il regno Wu a sud. la divisione è favorita dall'introduzione del Buddismo.

Segue la dinastia Jin denominata "occidentale" nel periodo tra il 265 e il 316, durante la quale si verifica una riunificazione per un breve periodo, e "orientale" nel periodo tra il 317 e il 420 che vede Nanchino come capitale; dal 420 al 589 circa la Cina resta divisa tra le dinastie del Nord e del Sud, una nuova riunificazione avviene sotto la Dinastia Sui 581- 618 durante la quale la capitale diventa Xi'an; succede la Dinastia Tang dal 618 al 907, uno dei periodi di massima fioritura della cultura cinese, mentre il periodo dal 907 al 960, detto "delle Cinque Dinastie e Dieci Regni", porta alla Dinastia Song dal 960 al 1279. Tra il periodo Tang e quello Song viene inventata la polvere da sparo, la stampa e la bussola.

Il periodo successivo è segnato dall'invasione dei Mongoli sotto la guida di Gengis Khan e dei suoi discendenti, i quali liquidano la dinastia Song e fondano con Kublai Khan la dinastia Yuan dal 1279 al 1366, all'inizio della quale risalgono i viaggi di Marco Polo in Cina. Inizialmente la Cina fa parte dello sterminato Impero Mongolo e Kublai Khan era al tempo stesso sovrano di entrambe le entità territoriali; con la frammentazione dei vari Khanati, la dinastia Yuan si limita a governare la Cina. Il dominio mongolo è caratterizzato da una grave crisi demografica e gli invasori faticano a integrarsi con i vinti fino a che una rivolta popolare porta alla cacciata dei Mongoli ed alla fondazione di una nuova dinastia nazionale, la dinastia Ming dal 1368 al 1644. Sotto i Ming la Cina nel XV secolo costruisce in tre anni 1681 navi di cui molte oceaniche, cosa all'epoca impossibile in Europa, tanto che si può definire sicuramente la superpotenza mondiale di quest'epoca. Successivamente per una profonda crisi politica e d'identità, dovuta in parte alle pressioni dei mongoli e dei tartari a causa delle quali la Cina dovette impiegare le sue forze nella difesa dei confini sottraendole all'espansionismo marittimo, nel 1525 fu dato ordine all'esercito di distruggere qualsiasi vascello oceanico cinese che fosse stato trovato lungo le coste; tale decisione fu la premessa del declino l'impero cinese.

In seguito alla crisi dei Ming, i Manciù invadono la Cina e la conquistano fondando la dinastia Qing, rimasta al potere dal 1644 al 1911, la quale porta l'Impero alla massima estensione territoriale ma lentamente verso la crisi irreversibile dell'impero. Ad aggravare la crisi è il movimento Taiping, una guerra civile che l'impero riuscì a reprimere solo grazie all'aiuto delle potenze europee. Le potenze europee non aiutarono il movimento Taiping pur avendo gli stessi radici religiose cristiane, in quanto il movimento non consentiva la vendita dell'oppio. Una guerra che ha causato oltre 20 milioni di morti. Successivamente particolare dell'Inghilterra, la quale scatena le Guerre dell'oppio. Interi territori finiscono sotto l'influenza degli europei e dei giapponesi e la crisi dell'Impero si fa irreversibile. Tutto ciò si conclude con l'abdicazione del giovane Pu Yi[5], il 12 febbraio 1912.
Diversi furono i tentativi di modernizzazione in questo periodo: in giappone, invece questa veniva portata a compimento con notevoli risultati, lo stesso processo in Cina fu represso prima e dopo la morte dell'imperatore Kuang-Hsiü, lontano parente dell'ultimo imperatore Pu Yi. La vedova Tsu-hsi, zia di Kuang Hsiu, aveva assunto il ruolo di reggente da molti anni ormai e per timore che la riforma confucianista da lei messa in atto allo scopo di rafforzare l'apparato amministrativo dell'impero andasse in frantumi, represse con una certa durezza ogni tentativo di aprire il paese all'occidente.

Anche l'occidentalizzazione della Cina, tentata più volte dagli europei a partire dal secolo XVII e culminata con l'irruzione coloniale dalla seconda metà del secolo XIX, è stata assorbita e trasformata nel corso del XX secolo in una singolare forma di comunismo nazionale, uno dei fattori dominanti nella scena internazionale del secondo dopoguerra, facendo dell'antico "Impero di Mezzo" uno dei poli della politica mondiale anche nell'era post-comunista.

La Cina moderna

La Cina moderna è caratterizzata da uno squilibrio socio-economico molto rilevante. A meno di 620 Km da Pechino, infatti, ci sono diverse aree rurali in cui vivono principalmente anziani e bambini, ma pochi uomini e donne, essendosi questi ultimi trasferiti dalle campagne alla città (in questo caso Pechino) per lavorare e portare i soldi a casa, nel tentativo di costruirsi un futuro. Risulta che, solo nel 2004, almeno 140 milioni di cinesi abbiano abbandonato la propria casa rurale, lasciando figli piccoli e anziani a casa; talvolta, se il bambino è troppo piccolo, un adulto rimane assieme agli anziani. Arrivati in città, questi immigrati sono privi di diversi diritti quali la sanità, l'istruzione, il lavoro, l'alloggio e fanno fatica a vivere serenamente, anche se gli stipendi sono certamente più alti di quelli delle campagne. Gli abitanti delle campagne traggono il proprio sostentamento dall'agricoltura e dall'allevamento di mucche (principalmente per ricavarne latte) e maiali.

In Cina non si può avere più di un figlio. Se si ha già un figlio maschio e se ne vuole avere un altro, bisogna pagare una multa molto alta; se il primo è femmina, allora la tassa è più bassa. Da sempre in Cina è diffuso un forte maschilismo: le donne non hanno parità di condizioni rispetto agli uomini. Tuttavia, è evidente che ci siano stati notevoli passi avanti, se si pensa che negli anni passati, quando nasceva una bambina, la si lasciava fuori casa finché non moriva di fame o di freddo, per poi tentare di generare un figlio maschio.

Nonostante alcuni principi rimangano saldi, la società cinese è cambiata radicalmente: oggi capita anche che ad andare via da casa sia la donna, mentre l'uomo bada ai genitori anziani.

Geografia fisica

Territorio

La Cina è il terzo paese del mondo per estensione (dopo la Federazione Russa,e il Canada) e di conseguenza offre una grande varietà di climi e paesaggi. Il territorio è a maggioranza montuoso (l'85% è ad altitudini superiori ai 500 metri) anche se il paese ha ampie aree di costa, essendo bagnato a sud e a est dall'Oceano Pacifico.

Ad est, lungo le coste del Mar Giallo e del Mar Cinese Orientale, si estendono vaste piane alluvionali molto densamente popolate, come il Bassopiano Cinese; le coste del Mar Cinese Orientale sono le più frastagliate e la Cina meridionale è dominata da vallonamenti e catene montuose di scarsa altitudine. Sulla costa orientale si trovano anche i delta dei due fiumi principali della Cina: il fiume Giallo (Huang He) e il Chang Jiang o Yangtze.

Il sud è diviso tra l'altopiano dello Yunnan-Guizhou, con un'altitudine che parte dai 2000 m per arrivare ai 550 m e i bacini dei grandi fiumi che lo attraversano.

Il territorio cinese può essere suddiviso in sette zone, ciascuna contraddistinta da particolari caratteristiche che la differenzia dalle altre:

  • Cina nordorientale
  • pianura dello Huang He
  • pianura del Chang Jiang
  • Cina meridionale
  • Cina nordoccidentale
  • Mongolia interna
  • Tibet

Idrografia

La Cina ha un gran numero di fiumi. I tre maggiori fiumi cinesi, Huang He, Chang Jiang e Xi Jiang, che nella parte media e bassa del loro corso segano i tre grandi assi orografici della Cina orientale, hanno la loro origine sull'altopiano tibetano. Lo Huang He o fiume giallo,nasce nelle montagne del Qinghai, percorre il territorio cinese per circa 4.850 km prima di sfociare nel Pacifico presso la penisola dello Shandong. Il Chang Jiang o fiume azzurro è il maggiore fiume cinese e il quarto per lunghezza al mondo. Anch'esso nasce dalle montagne del Qinghai, ma procede verso sud-est attraversando così zone di montagne ricche di acqua che gli garantiscono una notevole portata. Lo Xi jiang nasce sull'altopiano dello Yunnan ed ha notevole importanza dal punto di vista agricolo, dato il clima subtropicale delle regioni irrigate. Lo "Zhu Jiang" o Fiume delle Perle è un'altra importante arteria di trasporto fluviale che con il suo delta arriva fino alla città di Canton e oltre verso un territorio pieno di canali e dighe.

Circa la metà dei fiumi della Cina, compresi i tre più lunghi Chang Jiang (fiume Azzurro), Huang He (fiume Giallo) e Xi jiang, scorre da ovest a est e sfocia nei mari cinesi aperti all'Oceano Pacifico; in minore quantità sfociano nel Mar Glaciale Artico, mentre altri sono privi di sbocco sul mare e quindi si gettano negli aridi bacini occidentali e settentrionali, dove le acque filtrano nel sottosuolo formando profonde e importanti riserve d'acqua. Le piene dei grandi fiumi portano inondazioni che hanno sovente conseguenze disastrose sugli insediamenti umani e sulle coltivazioni.

Lingue

La lingua ufficiale è il Cinese mandarino, che però presenta vari dialetti importanti, come lo Yue (Canton e provincia), il Wu (Shanghai), il Minbei (Fuzhou), il Minnan (Repubblica di Cina o Taiwan): oltre a questi, altri dialetti sono lo Hakka, il Gan, lo Xiang. Sopravvivono anche alcuni linguaggi Miao nelle zone abitate da questa minoranza, una delle 55. Dongba, la lingua dei Naxi, è un pittogramma ancora in uso.

In Cina sono poi diffusi nelle regioni di confine, il coreano e il kazaco e in alcune aree del Paese anche il mongolo, l'uiguro e alcuni dialetti tibetani.

Religione

La Repubblica Popolare di Cina è ufficialmente atea. La popolazione religiosa si suddivide però in: