São Tomé è la capitale dello stato africano di São Tomé e Príncipe e con i suoi 53.000 abitanti è la città più popolosa dello stato nonché capoluogo del Água Grande.

La città è situata nella parte nord-orientale dell'isola omonima nella baia Ana Chaves ed è caratterizzata da decadenti edifici coloniali portoghesi e da parchi e giardini ben tenuti.

Fondata dai portoghesi nel 1485 si è sviluppata attorno alla cattedrale del XVI secolo. Un altro edificio storico è il forte di São Sebastião costruito nel 1575 e che oggi ospita il Museo Nazionale di São Tomé. Nel 1599 la città e l'intero arcipelago furono conquistate dagli olandesi per due giorni e nel 1641 per un anno. São Tomé è stata la capitale della colonia ed è ininterrottamente la capitale del paese.

Punti di richiamo oltre ai due mercati sono il palazzo presidenziale,la chiesa dei pescatori ed il cinema. São Tomé ha una stazione radio-televisiva, un ospedale ed un aeroporto internazionale ed è il centro viario e delle linee autobus dell'isola. Dal porto c'è un servizio traghetti con l'isola di Príncipe oltre a collegamenti marittimi con il Gabon ed il Camerun.

Storia

Le isole divennero i maggiori produttori di zucchero del mondo poco dopo che i portoghesi fondarono la città di São Tomé nel 1485. I Portoghesi portarono schiavi dal continente per lavorare nelle piantagioni, ma il boom dello zucchero fu breve e, nel 1530, una rivolta degli schiavi spaventò i proprietari delle piantagioni, che si trasferirono in Brasile. Ma la schiavitù rimase la colonna portante dell'economia della colonia, e le piantagioni di caffè e di cacao costituite nel XVIII e XIX secolo continuarono a dipendere interamente dal lavoro degli schiavi. Anche quando nel 1875 la schiavitù fu abolita nella colonia, i portoghesi la sostituirono con un sistema di lavoro forzato con stipendi minimi.

Il Portogallo integrò la forza lavoro delle piantagioni con deportati da Capo Verde, Angola e Mozambico, che si opposero ai loro 'datori di lavoro' in numerose occasioni, nel tentativo di ottenere la libertà.

Nel 1905 la comunità internazionale impose un embargo a causa della schiavitù che veniva ancora realmente praticata sull'isola e, di conseguenza, il commercio del cacao ebbe un certo declino. Durante il XX secolo il Portogallo continuò a reprimere opposizioni e rivolte con accanimento. Il peggiore episodio fu il famoso massacro del 1953, quando più di 1000 forros (i discendenti degli schiavi liberati) che si rifiutarono di lavorare nelle piantagioni furono uccisi dalle truppe portoghesi.

Quando, nel 1974, il regime fascista portoghese cadde, vi fu un ammutinamento da parte delle truppe di colore in São Tomé e le autorità coloniali furono finalmente costrette a scendere a patti con il movimento di liberazione. Nel dicembre dello stesso anno venne costituito un governo di transizione e la colonia dichiarò l'indipendenza nel luglio del 1975. Ormai quasi tutti i portoghesi avevano lasciato il paese, portando le loro conoscenze e i loro capitali con sé. Il Portogallo abbandonò a se stessa la nuova nazione lasciando un tasso di analfabetismo del 90%, nessun lavoratore specializzato, molte piantagioni abbandonate e un unico medico.

Il nuovo presidente, Manual Pinto da Costa, era un moderato, ma dovendo affrontare una crisi economica e le pressioni dei membri più radicali del suo governo, decise di applicare la tortura con attrezzi che spezzavano le dita. La maggior parte delle piantagioni fu nazionalizzata e il governo emanò delle leggi che proibivano a chiunque di possedere più di 100 ettari di terreno. Vennero create delle milizie atte ad operare sui luoghi di lavoro e nei villaggi e il paese cominciò a contare sul supporto dell'Angola. Mentre l'economia rimase strettamente legata all'Europa occidentale, il governo entrò in stretto contatto con il blocco comunista.

Durante questo periodo furono spesso avvistate navi e aerei non identificati nelle acque territoriali e nei cieli di São Tomé e, siccome molti capi dell'opposizione erano stati esiliati in Gabon (fedele alla linea occidentale), sembrò che un'invasione fosse imminente. Nel 1978 moltissime truppe dell'Angola vennero trasferite sulle isole per aumentare il numero dei consiglieri cubani e angolani che già erano lì, ma la temuta invasione non arrivò mai.

Dopo la caduta del comunismo in Europa, São Tomé si aprì maggiormente verso l'Occidente e nel 1991 vi furono le prime elezioni pluripartitiche. Miguel Trovoada, che era stato precedentemente in esilio, fu eletto presidente nel maggio di quell'anno. Il suo Partito Democratico d'Azione per l'Indipendenza (ADI) perse molto terreno alle elezioni del luglio 1996, ma fu eletto per altri cinque anni.

La scoperta di depositi petroliferi marini ha cambiato gli equilibri politici del paese. Il presidente De Menezes, in carica dal 2001, fu rovesciato da un colpo di stato nel 2003, a quanto pare proprio a causa di interessi legati al petrolio. In seguito si venne ad un accordo e dopo una settimana De Menezes poté tornare in sella. Problemi analoghi tornarono a presentarsi nel 2004, ancora una volta per questioni attinenti al controllo delle risorse petrolifere.

Le elezioni del 2006 hanno confermato la vittoria del presidente de Menezes.

 

Geografia

 

Le due isole sono di origine vulcanica e al loro centro hanno altopiani vulcanici dai quali numerosi corsi d'acqua scorrono fino al mare. Con una superficie di poco superiore a quella della città di New York, si crogiolano al sole della Bight of Biafra, a nord dell'equatore. Le foreste pluviali erano fitte in tutte due le isole fino a quando i portoghesi arrivarono e crearono le piantagioni di zucchero e cacao, ma ci sono tuttora zone di densa vegetazione locale. Più dell'80% della popolazione vive sull'isola di São Tomé, dove la foresta occupa ancora il 75% del territorio. La flora e la fauna sono simili a quelle della vicina Guinea Equatoriale, sul continente, anche se ci sono diverse specie endemiche. Le isole sono soggette a siccità ed erosione del terreno dovuta alla distruzione delle foreste.

Clima


Il clima è equatoriale. I mesi più asciutti e più freschi sono da giugno a settembre, con temperature intorno ai 29°C. Il mese più piovoso è marzo, durante il quale la pioggia cade monotonamente e le temperature raggiungono i 30°C circa. Ci sono anche diversi microclimi, specialmente sull'isola di São Tomé: a nord il clima è più secco, simile a quello della savana, e a sud piove molto di più, anche durante la stagione asciutta.