Il Marocco (in arabo المغرب, Al-Mamlaka al-Maghribiyya, "regno dell'occidente") è uno stato dell'Africa settentrionale, nella parte occidentale della regione definita anche come Maghreb. Deve il suo nome alla città di Marrakech.

Le sue coste sono bagnate dal Mar Mediterraneo nella parte settentrionale, e dall'Oceano Atlantico in tutto il tratto ad ovest dello stretto di Gibilterra.

I confini terrestri sono con la sola Algeria, ad est e sud-est, e con il territorio del Sahara Occidentale a sud. Si contano però anche 4 enclave spagnole nella parte affacciata sul Mediterrano: Ceuta, Melilla, Peñón de Vélez de la Gomera, Peñón de Alhucemas. Anche le isole Chafarinas, sulla costa del Mediterraneo, 45 km ad est di Melilla appartengono alla Spagna, così come le Isole Canarie al largo del lembo più meridionale della costa atlantica del Marocco. In fine l'isola Perejil, uno scoglio disabitato presso lo stretto di Gibilterra, è tutt'ora disputato tra Marocco e Spagna.

Buona parte delle sue coste sono bagnate dall'Oceano Atlantico, ma estendendosi anche oltre lo Stretto di Gibilterra si affacciano anche sul Mar Mediterraneo.

Il Marocco è una monarchia costituzionale, l'attuale monarca è Mohammed VI e il capo del governo è Abbas El Fassi.

La lingua ufficiale del paese è l'arabo.

Storia

Il primo regno conosciuto: la Mauretania

 

Una cartina delle province africane dell'impero romano: Mauretania, Numidia e Africa.

Antica regione dell'Africa Settentrionale, oggi divisa tra il Marocco e l'Algeria, abitata dai Mauri. Regno indipendente dal IV secolo a.C., subì l'influenza di Cartagine. Fu assoggettata dai romani in seguito all'uccisione dell'ultimo re Tolomeo (40 d.C.) e divenne, nel 42 a.C., la provincia della Mauretania Tingitana.

Nel 429 d.C., dalla penisola iberica, giunsero in questa regione i Vandali, che quasi un secolo dopo, nel 533 furono sconfitti dai bizantini, guidati da Belisario.

La Umma

Nel 683, circa 50 anni dopo la morte del Profeta dell'Islam, Maometto, il Marocco viene conquistato dalle truppe di ʿUqba b. Nāfiʿ.

La dinastia degli Idrisidi

Circa un secolo dopo, nel 788, sale al potere per la prima volta una dinastia locale, quella degli Idrissidi (fondata proprio in Marocco da Idris I), che regnò fino al 917, che diffusero l'islam tra le popolazioni berbere. Sotto questa dinastia, venne fondata Fes, che divenne un importante centro culturale, religioso e commerciale.

La dinastia dei Fatimidi

A questa prima dinastia di origine berbera, si sostituì quella sciita dei Fatimidi, che dopo lunghi anni di lotte, riuscirono a prevalere nel 917, governando gran parte dell'odierno Marocco, fino alla metà dell'XI secolo.

La dinastia degli Almoravidi

 

Almorávidi: il loro impero rappresentato in verde. Originario del Sahara Occidentale e conquistatore del Marocco e della Spagna attuale

A questa dinastia, succedette quella berbera degli Almoravidi, che tra il 1056 e il 1147 regnò su una parte della Spagna e sul Marocco. Fu sotto questa dinastia, nel 1062 che venne fondata la città di Marrakech e furono sempre gli Almoravidi a sconfiggere nel 1076 l'impero del Ghana, ottenendo con ciò il controllo del commercio dell'oro.

La dinastia degli Almohadi

Agli Almoravidi fece seguito un'altra dinastia di regnanti di origine berbera, gli Almohadi, che regnò fino al 1269, controllando un grande territorio, che oltre al Marocco, comprendeva l'Algeria, la Tunisia, la Libia e alcune regioni della Spagna e del Portogallo.

È a questo dinastia che risale l'inizio della Reconquista spagnola, segnata nel 1212 dalla battaglia di Las Navas de Tolosa, dove gli Almohadi furono sconfitti dall'unione di più eserciti spagnoli.

La dinastia dei Merinidi

Dal 1269 al 1421 il paese fu governato dalla dinastia berbera dei Merinidi, che fu impegnata a contrastare il nuovo e crescente espansionismo dei regni cristiani della penisola iberica. I prodromi della caduta di questa dinastia, si ebbero con la caduta della città di Ceuta che nel 1415 fu conquistata dai portoghesi.

La dinastia degli Wattasidi

I Wattasidi, succeduti ai Merinidi, non riuscirono a contrastare l'avanzata nel continente africano degli europei, tanto che nel 1497 Melilla cadde in mano spagnola.

La dinastia degli Saʿaditi

Dove fallirono i Wattasidi, riuscirono invece i rappresentnati della dinastia dei Saʿaditi, che nel 1541 sconfissero i portoghesi ad Agadir, fermandone l'espansione in Marocco, e pochi anni più tardi, nel 1554, succedettero definitivamente ai Wattasidi, aiutati anche dal fatto di poter vantare una discendenza diretta dal Profeta. Risale alla battaglia di al-Mansour 1578 la definitiva sconfitta dei portoghesi in terra africana.

A questi successi militari fece seguito un periodo di pace e stabilità sociale che favorì un'importante sviluppo delle arti e delle scienze.

La dinastia degli Alawiti

Intorno al 1660 sale al potere la dinastia degli Alawiti o Alawidi (per non confonderli con la setta degli Alawiti), che attualmente regna in Marocco. Anch'essa vanta una discendenza dal Profeta, attraverso la figlia Fatima e il cugino Ali, suo consorte; tuttavia, sono sunniti e non sciiti. Tale ascendenza sceriffale, riconosciuta in Marocco con il titolo di Moulay o Mulay, ha fornito loro la legittimità per sopravvivere al colonialismo fino all'indipendenza.

A questa dinastia appartiene Mulay Ismaïl, secondo sultano, che regnò dal 1672 al 1727 e combatté efficacemente gli europei, a cui strappò diversi porti africani, e gli ottomani. Alla sua morte però la potenza del sultanato fu minata per 18 anni da numerose faide intestine, tanto che il controllo del sultano si ridusse ad appena un terzo del territorio originariamente controllato.

Il colonialismo

È alla fine del XVIII secolo che risalgono le prime penetrazioni di tipo commerciale delle potenze europee, Francia e Gran Bretagna per prime.

Nel corso del XIX secolo, divenuto il Marocco oggetto dell'interesse delle potenze coloniali, sulla spinta di forze nazionalistiche il sultano del Marocco tentò di riprendere il controllo delle città di Ceuta e Melilla. Il tentativo fallì per la pronta reazione della Spagna, che portò all'occupazione di Tétouan nel 1860 e al pagamento di ingenti somme come riparazione per i danni di guerra.

All'inizio del XX secolo risalgono le prime occupazioni francesi in terra marocchina, che intendevano frapporsi alla influenza spagnola sulla regione. Nel 1904, con l'avallo della Gran Bretagna che in cambio ottenne di poter estendere la sua influenza sull'Egitto, Francia e Spagna decisero di dividersi la sfera d'influenza sul paese. A questo accordo si oppose però la Germania che offrì il suo aiuto al sultanato. La situazione di stallo si risolse con la conferenza di Algeciras del 1906, che istituiva un controllo internazionale sul Marocco, a garanzia degli interessi economici dei paesi europei. Nel 1908 ‘Abd al-‘Azī´z fu deposto per la sua debolezza, prima dai nobili del sud e poi dagli ulema di Fez, che fecero salire al trono il fratello maggiore ‘Abd al-Hafīz.

Una nuova crisi scoppiò però nell'estate del 1911 tra Francia e Germania, che inviarono una nave da guerra nel porto di Agadir; sembrò allora che fosse il preludio di una nuova guerra tra le due potenze. La crisi fu invece risolta per via diplomatica, con il riconoscimento tedesco del protettorato francese sul Marocco e concessioni territoriali alla Germania in Congo. Mentre la Spagna conservava il controllo diretto su alcune parti del paese, come il Rif, Tarfaya e Ifni, il 30 marzo 1912 con il trattato di Fez il sultano alawita ‘Abd al-Hafīz accettò di riconoscere il protettorato francese sul Marocco; tuttavia, nello stesso anno a causa delle rivolte scoppiate in tutto il paese dovette abdicare: gli succedette il fratello Yusef, che nel 1927 morì lasciando il trono al figlio Mohammed ben Yusef. Nonostante l'abdicazione, il 27 novembre 1912 il trattato di Madrid sancì la divisione amministrativa del paese (pur sempre politicamente unito) fra protettorato francese (governato da Rabat), dove risiedeva il sultano, protettorato spagnolo (governato da Tetuan), dove risiedeva un califfo nominato dal sultano, e Tangeri (città internazionale).

La Francia reagì alle rivolte che scoppiavano un po' in tutto il paese occupando Marrakech e Agadir. Iniziò un periodo di rivolte e susseguenti repressioni delle autorità francesi, che ottennero il controllo delle città ma non delle campagne. Nel 1920 la rivolta di alcune tribù del Rif, che costò la vita ad oltre 15.000 soldati spagnoli, diede origine sotto la guida di Abd el-Krim, tra il 1921 e il 1926, alla Repubblica del Rif indipendente, la cui resa ai francesi si ebbe solo a metà degli anni '30. Per sedare la rivolta dovettero intervenire pesantemente i francesi, forti di un contingente di circa 100.000 soldati. La campagna francese per sedare le tribù ribelli durò almeno fino al 1934, e costò alla Francia la perdita di almeno 30.000 uomini.

A quel punto la Francia impose sul Marocco la propria amministrazione diretta, sulla falsariga del modello applicato nella vicina Algeria. Allo stesso tempo iniziò una politica che prevedeva il riconoscimento delle specifiche diversità culturali delle tribù berbere, attirandosi per questo l'accusa da parte della componente araba del paese di voler dividere il Marocco in due.

L'occupazione tedesca della Francia nel 1940, con la conseguente creazione dell'armata di resistenza francese in Africa sotto il comando del generale Charles De Gaulle e lo sbarco delle truppe alleate (specie americane) in Marocco nell'autunno 1942, portarono all'entrata in guerra di truppe marocchine che, al fianco degli alleati, parteciparono alle campagne in Italia, Francia e Germania.

Nel 1944 fu fondato il partito Istiqlal, un partito nazionalista marocchino, il cui programma puntava all'indipendenza del paese dalla Francia; il partito ottenne il sostegno della componente araba della società marocchina e del sultano Mohammed, che per questo nel 1953 fu obbligato a lasciare il paese.

L'indipendenza

La Francia però, impegnata nelle crisi d'Algeria e d'Indocina, cercò di arrivare ad una soluzione negoziale in Marocco, che arrivò nel 1956 con il riconoscimento franco-spagnolo dell'indipendenza del Marocco, ad eccezione di alcune città.

Tangeri fu restituita alla sovranità marocchina alla fine del 1956, mentre per Tarfay si dovette aspettare il 1958.

Nel 1957 Mohamed ibn Yusuf divenne re con il nome di Mohammed V. Quando morì nel 1961 gli succedette il figlio con il nome di Hassan II.

Nel 1962 fu approvata una nuova costituzione e l'anno successivo, nel 1963, si tennero le prime elezioni nazionali.

È del 1963 la guerra con l'Algeria a seguito di dispute territoriali.

Nel 1965 il re Hassan II sospese la costituzione a seguito di sollevazioni popolari causate sia dalla situazione politica sia da un grave crisi economica che aveva investito il paese.

Hassan II, per consolidare il proprio potere, iniziò una dura repressione di ogni forma di opposizione nel paese, ma questo non lo aiutò ad evitare due tentativi di colpo di stato e un attentato tra il 1971 e il 1972.

È del 1975 la cosìdetta "marcia verde", cioè l'invasione senza spargimento di sangue da parte del Marocco del Sahara Occidentale, dopo che nello stesso anno la Spagna vi si era ritirata.

È del 1976 l'annessione del Sahara occidentale, per due terzi al Marocco e per un terzo alla Mauritania. In questo modo il Marocco si garantì le ricchissime miniere di fosfati presenti in quella regione. L'annessione non è stata accettata dal Fronte Polisario, né da diversi stati africani.

In conseguenza della sua alleanza con gli Stati Uniti, il Marocco fu uno dei primi paesi islamici a riaprire i rapporti con Israele, con il conseguente isolamento del paese all'interno del mondo arabo.

Il Marocco affrontò le minacce dei fondamentalisti islamici a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, nonostante il re godesse di un vasto prestigio nella comunità religiosa, in quanto discendente diretto del profeta Maometto.

È del 1988 la costruzione dell'enorme moschea di Casablanca, una delle più grandi del mondo, con un minareto alto 172 metri.

Successivamente, anche per le pressioni internazionali, il re liberò oltre 2.000 oppositori politici, e nel 1994, dopo averlo graziato, permise il ritorno nel paese ad uno dei suoi principali oppositori politici, il socialista Mohamed Basri. Questo valse al paese una serie di accordi commerciali preferenziali con l'Unione Europea firmati nel 1995.

Nel 1996 Hassan II nominò suo figlio Sidi Mohamed come successore al trono e nel 1997 ottenne il consenso dell'opposizione ad una nuova costituzione.

Le elezioni del 1997 furono vinte dal principale partito di opposizione, l'unione socialista delle forze popolari, a cui fu affidata la formazione e guida del nuovo governo. Sempre nel 1997 il governo marocchino riavviò le relazioni con l'Algeria, interrotte da oltre cinquant'anni.

Il 23 luglio 1999 muore il sultano Hassan II e il giorno 30 gli succede il figlio Mohammed VI.

Nel 2000 il Marocco impedì lo svolgimento del referendum per l'autodeterminazione del Sahara Occidentale, inimicandosi l'Algeria sostenitrice del Fronte Polisario. Sempre nello stesso anno, come forma di sostegno alla lotta del popolo palestinese, il Marocco rompe le relazioni diplomatiche con Israele.

Il 30 luglio 2001 Mohammed VI ha annunciato la creazione di un Istituto Reale per la Cultura Berbera, il berbero è parlato da circa 6 milioni di persone il 40% della popolazione.

Le elezioni del 2002 sono vinte ancora dall'unione socialista, anche se il quadro politico si complica vista la presenza in parlamento di ben 22 partiti politici.

Il 21 marzo 2002 Mohammed VI sposa Salma Bennani, che viene insignita del titolo ufficiale di principessa (per la prima volta nella storia della monarchia alawita) col nome di Lalla Salma.

Nel 2003 il Marocco si esprime contro l'intervento anglo-americano in Iraq, segnando in questo modo un raffredamento nelle relazioni con i suoi tradizionali alleati occidentali.

Morfologia

La geografia fisica del Marocco è caratterizzata dalla presenza di due grandi catene montuose: quella del Rif, a ridosso della costa mediterranea, e quella dell'Atlante che attraversa tutto il Paese da sud-ovest a nord-est ed ha vette che superano i 4.000 m s.l.m.. Nella parte più meridionale del Marocco si incontra il grande deserto del Sahara in corrispondenza del quale la presenza di insediamenti umani diventa estremamente rarefatta.

Montagne

Il Marocco è segnato dalla presenza della catena montuosa dell'Atlante che lo attraversa diagonalmente da nord-est, in corrispondenza del confine settentrionale con l'Algeria, a sud-ovest, dove incontra l'oceano Atlantico all'altezza delle città di Agadir e Sidi Ifni.

La catena montuosa dell'Atlante si sviluppa attraverso le cime dell'Anti Atlante, che toccano un massimo di 2.060 metri, nel sud ovest del paese, quelle dell'Alto Atlante, a cui appartiene il Jbel Toubkal che con i suoi 4.165 metri è il più alto del paese, sempre nel sud-ovest, quelle del Medio Atlante nel nord del Marocco che arrivo a 3.350 metri di altitudine, e quelle dell'Atlante Sahariano che arrivano ai 2.328 metri del monte Chelia.

Fiumi

I fiumi del Marocco hanno generalmente un andamento da sud verso nord o nord ovest, seguendo il tragitto che dai monti dell'Atlante li porta a sfociare nel mar Mediterraneo o nell'oceano Atlantico. Quando invece scorrono verso sud, verso i confini con l'Algeria assumono la caratteristica di fiumi stagionali.

Questi corsi d'acqua, per la scarsità delle precipitazioni e per la morfologia dalla catena montuosa dell'Atlante, non sono adatti per la navigazione, ma sono intensamente sfruttati per l'irrigazione e la produzione di energia idroelettrica.

Tra i maggiori fiumi del Marocco troviamo il Moulouya, che nasce dai monti dell'Atlante, nei pressi della città di Midelt, e dopo circa 520 chilometri si tuffa del mar Mediterraneo, vicino ai confini con l'Algeria; il fiume Oum Er-Rbia, lungo circa 550 chilometri, il più lungo del paese, che nasce non distante dal Moulouya, e che si dirige verso l'oceano Atlantico, dove alla sua foce sorge la città di Azemmour. Un Altro fiume importante del paese è l'Oued Sbou, che nasce anch'esso dai monti dell'Atlante e si tuffa nell'Atlantico non lontano dalla città di Kenitra.

Laghi e lagune

Pochi chilometri a sud della città di Melilla, nel nord est del Marocco, si trova la laguna di Sabkha bou Areq dove si affaccia il porto della città di Nador.

Lungo il corso del Moulouya si trovano due laghi, il lago di Mohamed V e poco più a settentrione il lago di Meschra Ammadi.

Clima

Il clima del Marocco può essere suddiviso in cinque sotto-zone:

  1. Oceanico (in blu nella mappa)
  2. Mediterraneo (in rosa e marrone)
  3. Montano (in grigio)
  4. Continentale (in nero tratteggiato)
  5. Desertico (in rosso e bianco)

Etnie

La popolazione marocchina ha principalmente origine da due etnie distinte: i Berberi e gli Arabi. Nel corso del tempo queste due etnie si sono tra loro intrecciate e in alcuni luoghi risulta difficile riconoscere l'una dall'altra. A grandi linee tuttavia è possibile indicare nelle regioni pianeggianti e nelle grandi città i luoghi principali in cui è possibile incontrare etnia araba, mentre nel Rif, sull'oceano, nell'Atlante e nel sud quella berbera. Scendendo nel profondo sud è possibile trovare l'etnia Sahrawi.

Lingue

La lingua ufficiale del Marocco è l'arabo classico. Circa il 40% della popolazione parla berbero come lingua madre oppure come prima o seconda lingua insieme al locale dialetto arabo. Il francese è di fatto la seconda lingua (non ufficiale) del paese. Una minoranza di marocchini nel nord del paese parla spagnolo come seconda lingua, mentre l'inglese sta rapidamente diffondendosi, grazie anche all'introduzione nei programmi scolastici.

Religioni

 

Persone in attesa della fine del digiuno giornaliero durante il mese del Ramadan

La maggior parte dei marocchini professa l'Islam. Oltre ai musulmani in Marocco sono presenti circa 60 mila cattolici, perlopiù francesi, e 15 mila ebrei.

Qui si può parlare di assenza di fanatismo religioso islamico: sono infatti assenti fenomeni di intolleranza verso le altre religioni. Al contrario, in qualche manifestazione la religione musulmana si è "contaminata" con altre pratiche. Ad esempio, se pur la religione islamica non preveda intermediari tra il credente e Allah, in Marocco è presente il culto di quelli che potrebbero essere chiamati "santi" (Sidi)le cui tombe, i marabout, sono oggetto di pellegrinaggi. Un'altra contaminazione è quella del calendario occindentale per cui, nelle città più importanti e/o più turistiche, molto spesso è la domenica, e non il venerdì, il giorno di riposo. Infine, c'è tolleranza anche negli alcolici il cui uso, sebbene vietato dalla legge coranica, non è punito dalla legge marocchina.

Questo non vuol dire che il musulmano marocchino non segua la tradizione coranica con la sua preghiera cinque volte al giorno, la professione di fede, il ramadan, l'elemosina e il pellegrinaggio alla Mecca. Per i marocchini è possibile recarsi, per chi non può permettersi di andare alla Mecca, alla città santa di Moulay Idriss nei pressi di Meknes; tuttavia questa tradizione non è suffragata da nessuna dispensa ufficiale.