Il Kenya (Jamuhuri ya Kenia, in inglese Republic of Kenya; oppure Kenia; in italiano Chenia[1]) è uno Stato dell'Africa Orientale, confinante a nord con Etiopia e Sudan, a sud con la Tanzania, a ovest con l'Uganda, A nord-est con la Somalia e ad est con l'oceano Indiano. Nairobi ne è la capitale e la città più grande.
Storia
Numerose città costiere del Kenya furono fondate dagli arabi che, a partire dal IX secolo d.C., intrattennero intensi rapporti commerciali con i gruppi indigeni bantu. Dall'incontro tra i due popoli nacque la cultura swahili, contraddistinta da due elementi di unificazione: la lingua kiswahili e la religione islamica.
Gli agricoltori kĩkũyũ, etnia del gruppo bantu, rappresentarono subito il gruppo più potente e numeroso del territorio; la loro supremazia non fu mai messa in discussione dai maasai come vorrebbe la tradizione popolare. I maasai sono un popolo nilota che arrivò nell'odierno Kenya nel XVII secolo, per occupare il loro territorio attuale verso il 1750. Questa data è ottenuta contando a ritroso i gruppi di iniziazione, i cui nomi sono ricordati oralmente senza eccezioni da tutti i clan maasai. Furono i kamba, popolazione agricola interposta tra la costa e il centro del paese, ad utilizzare storie sulla presunta ferocia dei maasai per evitare che troppe carovane di mercanti raggiungessere l'interno, togliendo loro il ruolo di mediatori nei commerci tra la costa e le regioni interne.
In quel periodo i portoghesi occuparono alcune località della costa, ma in seguito vennero soppiantati dai sultani omaniti di Zanzibar. La presenza degli europei si intensificò alla fine del XIX secolo, quando il Kenya divenne una colonia britannica. I bianchi scacciarono gli indigeni dai fertili altopiani dell'interno, avviando l'agricoltura di piantagione. I kĩkũyũ vennero impiegati nelle belle fattorie disseminate sul territorio e diedero un importante contributo alla crescita economica del Paese. I kamba vennero spinti ad arruolarsi e dar vita al nascente esercito. I luya vennero solitamente impiegati in lavori domestici e l'artigianato. Dando ad ogni etnia un ruolo diverso, i coloni inglesi applicarono la legge del divide et impera usata in tutti i paesi africani sotto il loro domino. Questa divisione è visibile ancor oggi nella società keniota.
Nel secondo dopoguerra i kĩkũyũ lottarono aspramente per conquistare l'indipendenza (molti di loro parteciparono alla celebre rivolta dei Mau-Mau). L'indipendenza fu ottenuta il 12 dicembre 1963 e le elezioni di quell'anno portarono Jomo Kenyatta, uno dei leader indipendentisti, alla presidenza del paese. Kenyatta promosse una politica moderata e filoccidentale, realizzando importanti riforme economice e politiche che permisero la modernizzazione e l'industrilizzazione del paese; inoltre rimase in buoni rapporti con la Gran Bretagna e con le nazioni confinanti. Nel 1978, alla morte di Kenyatta, fu eletto presidente Daniel Arap Moi che proseguì la politica del suo predecessore; nel 1982 approfittando di un fallito golpe da parte dell'esercito, Moi riuscì a consolidare il proprio potere, perseguitando come traditori i suoi oppositori politici e introducendo nel paese il monopartitismo. Con la fine della guerra fredda, il mondo occidentale cominciò a condannare i metodi dispotici e polizieschi del governo di Moi, che, messo alle strette dalla minaccia di sospendere gli aiuti economici, reintrodusse nel paese il multipartitismo: tuttavia, grazie alla disorganizzazione delle forze d'opposizione, che non riuscirono a trovare un accordo sul proprio candidato, Moi fu confermato alla presidenza sia nelle elezioni del 1993, sia in quelle del 1997. Alle elezioni presidenziali del 2002 Moi non si presentò come candidato, segnado di fatto il crollo del proprio regime dopo 24 anni di dominio: il nuovo presidente fu Mwai Kibaki che avrebbe avuto l'incarico di risollevare le sorti del Kenya.
Geografia
La geografia del Kenya è alquanto complessa. Il Kenya è un paese dell'Africa Orientale, ed è attraversato dall'equatore. Pur essendo un paese equatoriale, e tropicale, presenta climi molto vari. Nel nord si trovano aeree desertiche, e nel centro sud altopiani, con boschi e savane. Il paese è attraversato da lunghe catene di montagne. Complessivamente, l'elemento morfologico che più caratterizza il Kenya è la Rift Valley, che lo attraversa da nord a sud. Le acque interne presentano laghi di acqua dolce e di acqua salata; numerosi sono anche i soffioni boraciferi e i geiser. Pochi invece i fiumi, di cui solo due hanno una portata e una lunghezza degne di nota.
Morfologia
La costa del Kenya, lungo l’Oceano Indiano, é lunga 536 km ed ha un andamento sud-ovest – nord-est. La costa é ricca di barriere coralline – notevoli quelle di Malindi, Watamu e di Shimo la Tewa – e di spiagge sabbiose, a sud. Si trovano inoltre l’arcipelago di Lamu, al nord, e altre isole al confine con la Tanzania. I fiumi Tana e Galana si gettano nellóceano a nord di Malindi. Lungo le rive si trovano foreste con un ricco patrimonio biologico. La fascia costiera é formata da terreni autoctoni, con forti presenze di antiche barriere coralline, e con una pendenza regolare che si inalza verso l’interno. Dalla costa si sale velocemente verso l’altopiano di Yatta, che in qualche modo separa i bassipiani del nord dalla regione dello Tsavo. Lo Tsavo é una grande pianura semidesertica, attraversata da colline e montagne monolitiche, che si porta sino ai piedi del Kilimanjaro, la più alta montagna africana (che ha peró la cima in Tanzania). A nord dell’altipiano di Yatta si trovano i deserti che confluiscono nella regione somala. A nord-ovest dello Tsavo iniziano gli altipiani centrali. A nord quello che culmina con il Monte Kenya, seconda cima africana, e a sud con le vaste savane e praterie abitate dai masai. Questi altipiani hanno un’altezza variabile dagli 800 ai 3000 metri, con una media sopra i 1600 metri. A nord del monte Kenya, gli altipiani discendono velocemente verso una zona semidesertica che presenta peró notevoli catene montuose. Importante il Monte Marsabit. Lungo tutta la Rift Valley si trovano catene montuose. Le più importanti sono quelle del Mau, degli Elgeyo-Kaputiei, e quelle del Baringo.
Acque
Oltre all’oceano lungo tutta la costa, il Kenya controlla un piccolo spicchio di Lago Vittoria, il più grande lago africano. Altre acque interne d’importanza sono i laghi lungo la Rift Valley, quasi tutti salati (Magadi, Elementeita, Nakuru) e spesso interessati da fenomeni quali i geizer (Bogoria). L’emissione di vapori sotto forte pressione é comune in molte zone del Rift. Notevole é la presenza di soffioni nell’area di Ol Karia. Quí una centrale termica sfrutta il vapore per la produzione di energia elettrica. Importante il Lago Turkana, un lago d’acqua dolce alimentato dal Fiume Omo, proveniente dagli altipiani etiopici. Gli unici due fiumi di una certa importanza sono il Tana e il Galana. Il Tana nasce dal bacino lungo i fianchi del Monte Kenya e dell’altipiano che lo circonda. Prosegue poi verso nord, per piegare decisamente a sud e raggiungere la costa. Il Galana nasce come un piccolo ruscello dalle Colline Ngong, poco a sud di Nairobi e percorre tutto il limite nord della pianura Kaputiei. Qui é chiamato Mbagathi dai masai. Dopo aver ricevuto l’acqua da vari altri corsi di piccole dimensioni, esce dal Parco Nazionale di Nairobi ed é conosciuto con il nome di Athi. Segue verso nord e forma le cascate di Forteen Falls vicino a Thika. Da qui si volge a sud est, rasentando tutto il costone delláltopino di Yatta dove rivece le acque dello Tsavo e forma le rapide di Luggard. Continua la sua corsa sino a buttarsi nell’oceano poco a nord di Malindi.
Estensione
- Totale: 582,650 km²
- Territori: 569,250 km²
- Acqua: 13,400 km²
Confini
- Totale: 3,446 km
- Territori confinanti: Etiopia 830 km, Somalia 682 km, Sudan 232 km, Tanzania 769 km, Uganda 933 km
Litorale
- 536 km lungo la costa orientale dell'Oceano Indiano.
Italia Giappone
Clima
Lungo la costa si ha un clima tropicale, fortemente interessato dai monsoni. All’interno, sotto i 1000 m. Si ha un clima caldo con condizioni di ariditá e alcuni sotto climi desertici. Sopra i 1000 metri, si hanno climi temperati, continentali e persino alpini (Monte Kenya, Aberdare, Elgeyo Marakwet). La capitale, Nairobi, presenta un clima temperato – raramente la temperatura sale sopra i 30 gradi – e freddo durante il breve inverno – giugno/luglio.
Conformazione morfologica
- Le basse pianure si dilungano fino alla Great Rift Valley; terreno fertile ad occidente.
Idrografia
I due fiumi principali sono il Galana ed il Tana.
Rilievi montuosi
Alcune tra le più alte montagne dell'Africa sono situate nel Kenya o nelle sue vicinanze. Tra questi sono il Monte Kenya, il Monte Elgon e il Kilimanjaro in Tanzania. Oltre a questi si segnala il monte Homa formatosi dalla lava carbonatite.
Etnie
La popolazione è suddivisa in più di settanta etnie, appartenenti a quattro famiglie linguistiche: i bantu, i nilotici, i paranilotici e i cusciti. Un tempo il paese era abitato da gruppi stanziati lungo la costa e, nelle regioni interne, dai masai, che oggi vivono soprattutto nelle regioni meridionali. Attualmente l’etnia più numerosa è rappresentata dal gruppo bantu dei kikuyu (21% della popolazione); altri gruppi relativamente numerosi sono i luhya (14%), i kamba (11%), tutti di lingua bantu, i luo (13%), di lingua nilotica, e i kalenjin (11%), paranilotici. Nel paese vivono inoltre esigue minoranze di asiatici, europei e arabi.
Religione
L'appartenenza religiosa è così composta: anglicani e quaccheri 45%, cattolici 35%, musulmani 11%, religioni tradizionali 9%. Altri includono induismo, sikhismo, jainismo e il credo di bahá'í. Il Kenya contiene il più grande gruppo di quaccheri in una singola nazione.
Lingue
Inglese (92%), swahili (8%), Sheng (slang urbano)

