La Repubblica Araba d'Egitto arabo: جمهوريّة مصر العربيّة, Jumhūriyya Misr al-ʿArabiyya , dove con مصر, Mir, si intende l'Egitto) è uno Stato del Nord Africa. Include la Penisola del Sinai, il che rende l'Egitto un paese che fa parte anche dell'Asia. La principale parte abitata del paese si estende ai lati del fiume Nilo. Vaste aree dell'Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e sono disabitate.

L'Egitto confina ad ovest con la Libia, a sud con il Sudan, ad est con il mar Rosso ed Israele e a nord con il mar Mediterraneo. La capitale è Il Cairo.

Storia

La storia dell'Egitto viene fatta iniziare con l'unione di Alto e Basso Egitto da parte di Narmer, primo sovrano della I dinastia, intorno al 3200 a.C. anche se questi eventi vennero preceduti da una fase urbana preparatoria durata alcuni secoli. Sappiamo da recenti scoperte archeologiche che la civiltà egizia esisteva già da almeno un millennio prima.

Attraverso momenti imperiali ed altri di profonda anarchia l'Egitto mantenne la sua indipendenza fino alla metà del I millennio a.C. quando cadde sotto il controllo persiano.

Conquistato da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., rimase sotto il controllo dei suoi successori, i Tolomei, fino alla conquista romana al 30 a.C..

Alla divisione dell'impero romano l'Egitto divenne parte dell'Impero romano d'Oriente. Nel VII secolo fu conquistato dagli Arabi che resero il paese una provincia ( wilāya ) del loro califfato. Una prima autonomia il paese la riguadagnò coi Tulunidi e, dopo la riconquista abbaside, i cui califfi affidarono l'Egitto agli Ikshididi, il paese fu conquistato nel X secolo dai Fatimidi, che erano sciiti-ismailiti.

Saladino e la dinastia da lui fondata degli Ayyubidi posero sotto il proprio controllo l'Egitto, la Siria e lo Yemen a partire dal XII secolo. Successivamente, fu la volta dei mamelucchi, turchi e circassi. Infine fu il turno degli Ottomani che presero il potere nel XVI secolo (1517), al termine della Campagna militare voluta dal Sultano Selim I Yavuz che, tuttavia, mantenne come suoi "feudatari" gli sconfitti Mamelucchi.

Ai primi di luglio 1798 l'Egitto fu invaso via mare da un corpo di spedizione francese forte di circa 40.000 uomini guidato da Napoleone Bonaparte. Lo scopo principale dell'invasione fu quello di mettere in difficoltà l'Inghilterra ma, tra gli scopi secondari, c'era anche quello di agevolare la conduzione di studi storici, archeologici, geografici, linguistici che il nutrito gruppo di uomini di scienza e di lettere, che il Bonaparte era riuscito ad aggregare alla spedizione, svolse effettivamente in modo più che egregio. L'occupazione francese durò fino all'estate del 1800 (Napoleone era tornato in Francia già ad agosto del 1799) quando le ultime truppe comandate dal generale Menou si arresero agli anglo-turchi.

Dai primi del XIX secolo l'Egitto fu tenuto con saldo e innovatore polso dall'albanese Mehmet Ali Paşa (fondatore della dinastia albanese a guida di Egitto estinta con l'ultimo re Faruq I d'Egitto nel 1953) che avviò una dinastia vicereale (khediviale), formalmente ossequente nei confronti della Sublime Porta (Istanbul) ma sostanzialmente del tutto autonoma.

Nel 1881, sfruttando l'estrema debolezza del dominio turco e le inettitudini finanziarie di Isma'il Pascià, giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del Canale di Suez, il Regno Unito e la Francia obbligarono l'Egitto a nominare due loro esperti alla guida dei dicasteri delle Finanze e dei Lavori Pubblici. Più tardi Londra occupò l'Egitto reggendolo fino al 1922, senza definirne uno status giuridico preciso e indicandolo come un semplice possedimento della Corona.

Il Cairo una vistosa insegna pubblicitaria nell'Egitto moderno evoca i fasti antichi della Valle del Nilo

Il 28 febbraio 1922 venne riconosciuta una formale indipendenza, sotto la veste istituzionale monarchica, pur perdurando, di fatto, l'occupazione militare britannica. Questo stato di cose proseguì fino al 1952 quando il 23 luglio un colpo di Stato dei Liberi Ufficiali del generale Muhammad Neghib e del colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāer (Nasser) proclamò la repubblica, deponendo la dinastia fondata da Mehmet Ali e imponendo pochi anni dopo il definitivo ritiro delle truppe britanniche dalla zona del Canale e dalle basi militari che ancora gestiva.

Il 23 giugno 1956 Nasser viene eletto Presidente della Repubblica, ed il 26 luglio decreta la nazionalizzazione del Canale di Suez, ponendo termine al controllo franco-britannico, e bloccando, di fatto, questa importante via di comunicazione. La situazione precipita nel mese di ottobre; a seguito di attacchi terroristici nelle zone di confine, infatti, il 20 ottobre, Israele invade il Sinai, e punta sul Canale di Suez; il 29 ottobre 1956, truppe britanniche e francesi occupano la zona del Canale, il 31 ottobre bombardano Il Cairo e il 5 novembre occupano Porto Said. Il 6 novembre l'Unione Sovietica intima ad Israele, Francia e Regno Unito, di interrompere le ostilità verso l'Egitto, minacciando un intervento diretto nel conflitto, ed anche gli Stati Uniti premono sugli alleati per porre fine al conflitto.

Il cessate il fuoco entra in vigore l'8 novembre, ed il 15 dello stesso mese truppe di pace dell'ONU giungono nella zona. L'intero Egitto fu così affidato alla nuova classe dirigente espressa dai "Liberi Ufficiali".

Il successivo mancato finanziamento del progetto dell'Alta Diga di Aswān da parte della Banca Mondiale fu una delle cause dell'avvicinamento dell'Egitto, governato da Gamāl ʿAbd al-Nāer, all'URSS. Nel 1967 scoppia la "Guerra dei sei giorni" (vedi Conflitti arabo-israeliani), e il 28 settembre 1970 muore Nasser. Gli succede il vice presidente, Anwar al-Sādāt, che, nel 1973 sferra una nuova offensiva verso Israele , e che verrà ucciso il 6 ottobre del 1981 in un attentato. Gli succede Hosni Mubarak.

Geografia

L'Egitto con un'area di 1.001.450 km² e' il 30° paese del mondo per superficie, ed il 13° del continente africano.

Si trova nel nord-est dell'Africa e si affaccia a nord sul Mediterraneo e ad est sul mar Rosso ed il Golfo di Suez. Una parte del suo territorio (Penisola del Sinai) si estende anche sul continente asiatico, facendone quindi uno stato transcontinentale. Confina a ovest con la Libia, a nord-est con Israele ed a sud con il Sudan.

Morfologia

Il territorio dell'Egitto è costituito quasi totalmente (circa 95%) dal deserto; esso è attraversato longitudinalmente dal Nilo che con la sua valle ed il delta rappresentano la sola zona verde e fertile del paese.

L'Egitto può essere suddiviso in quattro regioni naturali:

Valle del Nilo e Delta

La valle del Nilo si estende in territorio egiziano per circa 1.500 km, dal confine con il Sudan fino al Mediterraneo, e una larghezza che, esclusa la zona del delta, varia da 5 a 20 km.

Il Nilo entra in territorio egiziano poco a nord della città sudanese di Wadi Halfa, all'altezza del 22° parallelo. Qui il fiume, dal 1970 anno di costruzione della diga di Assuan, si allarga a formare il Lago Nasser, che si estende a sud della diga per circa 478 km di cui 320 km circa in territorio egiziano. L'altezza sul livello del mare del lago Nasser è di circa 180 m. Dopo la diga il fiume riassume il suo corso naturale disegnando una specie di S allungata che si snoda nel deserto dalla città di Assuan fino al Cairo. Lungo questo percorso di circa 850 km si trovano le molte importanti città e siti archeologici dell'antico Egitto. Dopo Assuan si incontra Kom Ombo ove la valle si allarga fino a 20 km per poi restringersi successivamente, quindi Edfu ed Esna . Qui la valle si allarga nuovamente tra gli 8 e i 15 km, a nord di Esna il fiume disegna una curva verso nord est incontrando Luxor, Coptos , Qena e Dendera, dove una scogliera di calcare alta circa 300 metri costringe il fiume a cambiare direzione verso sud-ovest per circa 60 km per poi prendere la direzione verso nord-ovest. Il fiume prosegue in questa direzione per circa 160 km fino ad Asyut incontrando le città di Nag Hammâdi, Abydos, Sohag, Tahta. Dopo Asyut le scarpate su entrambi i lati del fiume diminuiscono di altezza, la valle si allarga fino a circa 22 km ed il fiume punta verso nord incontrando Amarna, Hermopolis Magna, Al-Minya, Beni Suef, Faiyum, Abu Rawash, Dahshur, Menphi, Abusir , Giza e Il Cairo.

Poco a nord del Cairo inizia il Delta del Nilo dove il fiume si biforca in due rami principali, il ramo di Rosetta ad ovest lungo circa 235 km, ed il ramo di Damietta a est lungo circa 240 km. All'interno e nelle immediate vicinanze di questi due rami, si trovano numerosi rami secondari e canali artificiali costruiti principalmente a scopo irriguo. Nel nord, vicino alla costa, il Delta abbraccia una serie di saline e laghi. I più importanti tra loro sono, da ovest verso est, i laghi Maryut, Idku, al-Burullus, e Manzila.

Deserto orientale

Il deserto orientale inizia a sud-est del delta del Nilo, si estende a sud fino al Sudan nord-orientale, e ad est fino al Golfo di Suez e al Mar Rosso, coprendo una superficie di circa 222.000 km², pari a quasi un quarto della superficie dell'Egitto.

Il territorio consiste in altopiano sabbioso che si innalza bruscamente dalla valle del Nilo e si estende verso est per una larghezza che va dagli 80 ai 170 km fino alle cosiddette Colline del Mar Rosso, una catena di montagne che si sviluppano in direzione nord-sud da Suez fino al confine con il Sudan e raggiungono l'altezza massima di 2.187 m con il Monte Shaiyb al-Banat.

Ad est delle Colline del Mar Rosso si sviluppa una stretta pianura costiera che si estende verso sud parallelamente alla costa.

Il deserto orientale, per la sua posizione, riceve maggiori precipitazioni rispetto al deserto occidentale, che sono tuttavia insufficienti a che i torrenti che solcano numerosi i wadi presenti nel territorio superino la configurazione stagionale.

La zona desertica è abitata da nomadi che vivono di pastorizia e commerci. La maggior parte della popolazione vive lungo le città e villaggi della costa.

Deserto occidentale

Il deserto occidentale occupa la parte di territorio egiziano che va della Valle del Nilo fino al confine con la Libia e dal Mediterraneo al confine con il Sudan per una superficie di circa 700.000 km².

Il territorio è generalmente piatto e sabbioso, costituito da tavolati che si innalzano gradatamente da nord verso sud e raggiungono la massima altezza nella zona sud ovest al confine con la Libia e il Sudan con l'altopiano del Gilf Kebir con il Gebel el Auenat di 1.934 m.

Nella parte centrale e settentrionale il motivo dominante del territorio è costituito dalle depressioni nelle quali si sviluppano delle oasi. La depressione più estesa è quella di Qattâra, che raggiunge i -133 m., fiancheggiata da quella più piccola di Siwa. Più a sud si trova l'Oasi di Fayyum vicina al corso del Nilo, da cui riceve le acque per mezzo di un antico canale artificiale che consente lo sviluppo di colture agricole. Altre depressioni, meno profonde, si trovano ancora più a sud: Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga.

A nord della depressione di Qattâra il deserto degrada sul Mediterraneo con basse scarpate rocciose che lasciano spazio ad una stretta pianura costiera.

Nelle oasi vengono coltivati datteri, cereali e legumi. Sulla costa mediterranea, ove in inverno si hanno anche delle precipitazioni, le rare popolazioni nomadi allevano dromedari, ovini e caprini.

Penisola del Sinai

La penisola del Sinai, pur essendo politicamente appartenente all'Egitto, fa parte geograficamente del continente asiatico. È delimitata a est dal deserto israeliano del Negev e dal golfo di Aqaba, a nord dal mare Mediterraneo, a ovest dal golfo e dal canale di Suez e a sud dal mar Rosso.

La penisola ha una lunghezza da nord a sud di circa 380 km ed una larghezza da ovest a est di circa 210 km, per una superficie complessiva di circa 61.000 km².

Nella parte sud della penisola si trovano i rilievi maggiori, il monte Caterina che con i suoi 2.637 metri è la montagna più alta dell'Egitto, ed il monte Sinai.

La zona orientale della penisola è conosciuta come la Great Rift Valley, e si tratta di una fossa geologica che si estende dalla valle del fiume Giordano verso sud, attraverso, il mar Rosso fin dentro l'Africa nel Kenya.

Clima

Il clima dell'Egitto è meditteraneo nelle zone costiere e desertico nel resto del territorio L'Egitto è caratterizzato da forti escursioni termiche.

 

Etnie

Quello degli Egiziani è il gruppo etnico dominante del paese, che comprende il 94% della popolazione.

Fra le minoranze etniche si contano:

L'antichissima e vivacissima comunità ebraica è virtualmente scomparsa per emigrazione tra il 1948 e il 1962, anche se dopo la pace con Israele molti tornano in visita ai siti storici e archeologici delle principali città.

L'Egitto ospita anche un numero imprecisato di rifugiati politici:

  • circa 70.000 palestinesi, storicamente i primi, qui dal 1948;
  • circa 150.000 iracheni, giunti a partire dai primi anni 90;
  • oltre 200.000 rifugiati sudanesi, giunti negli ultimi anni.

Religioni

Quasi il 90% della popolazione è di fede musulmana; del rimanente il 10% sono cristiani; esistono piccolissime minoranze di ebrei (resto di una antichissima comunità fiorente fino alla metà del XX secolo), di bahá'í e di atei o agnostici.

 

Lingue